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1/5 L'economia secondo Hillary

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    Verso le presidenziali

    Wall Street vota Clinton o Trump? Cinque cose da sapere sul voto Usa

    Cosa promettono sul fronte economico i due candidati? Quale la reazione delle Borse dopo le elezioni? Cosa è accaduto in passato? Il parere di alcuni analisti

    Reuters
    Reuters

    1/5 L'economia secondo Hillary

    Le proposte economiche annunciate dalla Clinton finora sono abbastanza modeste, commenta UBS in un recente report dedicato alle presidenziali di novembre. Di fatto, l'ex First lady segue il sentiero tracciato da Obama senza sorprendere. «La sua politica fiscale mira ad alzare del 4% l'aliquota per le fasce più facoltose (quelle oltre i cinque milioni di dollari di reddito) limitando le deduzioni fiscali e rendendo in generale la tassazione su immobili, donazioni e capital gain meno generosa», spiega l'analisi della banca svizzera. La Clinton dovrebbe utilizzare le nuove risorse per incrementare la spesa pubblica destinata a sanità, istruzione, infrastrutture, energie verdi e anche (ma qui per ora restiamo sul vago) per diminuire la pressione fiscale su piccole imprese e classe media.

    «Hillary è a Washington da 25 anni e questo è il suo handicap più grave - riflette Alessandro Picchioni, presidente e direttore investimenti di WoodPecker Capital -: lo sguardo alla classe media non incanta gli elettori, che la percepiscono in genere come il baluardo di antichi rapporti di forza sia nazionali che internazionali». Certo, grazie alla sua fedeltà al passato è riuscita a costruire una macchina elettorale possente, che le ha permesso di vincere la nomination, ma la presa è debole in particolare sulle fasce giovanili. «É facile prevedere che cercherà di impersonare il sogno del riscatto femminile e che questo le consentirà di prendere dei voti, per il resto farà una campagna basata sull'affermazione della paura suscitata da una presidenza Trump», continua Picchioni.

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