
BRUXELLES – I Paesi della Nato hanno deciso oggi di partecipare alla missione europea Sophia di perlustrazione delle acque al largo della Libia per lottare contro i trafficanti. L'alleanza militare ha l'intenzione di inviare sul posto aerei e navi. Nel frattempo, l'Unione europea ha annunciato che è iniziata la missione di formazione della guardia costiera libica con l'obiettivo di rafforzare l'assetto istituzionale della Libia, un Paese alle prese con le sequele di una drammatica guerra civile.
«Entro due settimane, navi e aerei della Nato saranno nel Mediterraneo centrale pronti ad aiutare l'operazione Sophia, fornendo sorveglianza e sostegno logistico», ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, a margine di una riunione dei ministri della Difesa qui a Bruxelles. L'Italia e la Spagna dovrebbero fornire aerei, mentre la Turchia e la Grecia dovrebbero mettere a disposizione navi, il tutto «entro il 7 novembre», ha precisato Stoltenberg.
Sempre oggi, è scattata la missione di formazione della guardia costiera libica, come ha annunciato l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza Federica Mogherini: «È una tappa molto importante». Un gruppo di 78 militari sarà formato su navi europee in acque internazionali al largo del paese nordafricano. La missione Sophia fu decisa dai Ventotto nel giugno 2015, ma è operativa dall'ottobre dell'anno scorso. Da allora, 96 trafficanti e 337 imbarcazioni sono stati bloccati.
“La Turchia chiede di interrompere la missione nelle acque dell’Egeo contese con la Grecia”
Non è la prima volta che la Nato aiuta l'Unione europea a meglio difendere il suo vicinato. Già nei mesi scorsi, l'alleanza militare aveva deciso di inviare navi nell'Egeo per contribuire a un controllo più efficace dei flussi migratori in arrivo dal Vicino Oriente, e in particolare dalla Siria. Proprio a questo riguardo, il ministro della Difesa turco Fikri Isik ha chiesto ai suoi alleati di interrompere la missione nel Mediterraneo orientale, il cui termine è fissato comunque per la fine di dicembre. «I suoi obiettivi sono stati raggiunti», ha detto Isik. La presa di posizione giunge mentre la Turchia è politicamente isolata dopo che sulla scia di un tentativo di golpe il governo ha reagito con la mano pesante sul versante della sicurezza. Dietro alla richiesta di interrompere la missione vi è secondo alcuni diplomatici la paura della presenza di navi Nato in acque che da decenni Turchia e Grecia si stanno contendendo. Ankara teme che Atene possa approfitarne per prendere il sopravvento.
© Riproduzione riservata





