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Huawei, gli Usa danno l’ultimatum alla Germania

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Huawei, gli Usa danno l’ultimatum alla Germania

New York - Gli Stati Uniti lanciano un ultimatum alla Germania su Huawei. Se la società cinese - o altri gruppi di Pechino considerati sospetti da Washington - saranno coinvolti nella creazione della rete mobile di nuova generazione 5G tedesca, l’amministrazione di Donald Trump darà un taglio drastico ai canali di condivisione dell’intelligence con Berlino.
La minaccia della Casa Bianca, affidata all’ambasciatore in Germania Richard Grenell, rappresenta una nuova escalation politica della crisi esplosa attorno al “caso Huawei”. Una crisi con la Cina, perché il leader internazionale delle infrastrutture di telecomunicazione è accusato di essere troppo legato a Pechino e di rappresentare quindi un rischio di sicurezza nazionale dato che potrebbero svolgere attività di spionaggio.

Gli Usa hanno anche ottenuto l’arresto e chiesto l'estradizione dal Canada del direttore finanziario di Huawei, Meng Wanzhou, per violazione delle sanzioni contro l’Iran. Ma la vicenda è diventata anche un elemento di frizione con gli alleati, sui quali la Casa Bianca preme ormai da mesi perché mettano del tutto al bando le tecnologie più sofisticate del gruppo cinese.
L’ambasciatore Usa a Berlino ha consegnato una missiva al governo tedesco, e più precisamente al Ministro dell’Economia: il testo mette nero su bianco la decisione americana che, qualora aziende cinesi quali Huawei e Zte partecipino alla nascita del network 5G, gli Stati Uniti non potranno più mantenere l’attuale livello di coordinamento, cooperazione e trasparenza con l’apparato di sicurezza e di intelligence del Paese. La minaccia è tutt’altro che insignificante: servizi segreti e organismi di polizia europei hanno usato spesso informazioni fornite dagli Stati Uniti anzitutto nella lotta al terrorismo.

L’argomentazione sostenuta è che avere sicuri sistemi di tlc è essenziale per la cooperazione militare e tra paesi della Nato e la sicurezza verrebbe invece compromessa dall'adozione di tecnologie Huawei e Zte. Non è chiaro se altri governi europei e alleati abbiano già ricevuto simili lettere di avvertimento. Ieri però il Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca ha riaffermato una simile preoccupazione, alimentata dal fatto che la gestione dei nuovi network sarebbe affidata a software, quindi a soluzioni potenzialmente modificabili e manipolabili dal produttore.
Il monito americano fornisce anche alternative alle tecnologie Huawei per il 5G. Tra le aziende menzionate ci sono Ericsson, Nokia e Samsung. Non viene citata la statunitense Cisco Systems, che a sua volta avrebbe il know how. La Germania sta procedendo, con scadenze probabilmente nelle prossime settimane, con aste che mettono in palio lo spettro di frequenze da assegnare ai carrier per la rete 5G. E le autorità di regolamentazione tedesche hanno emesso nuovi e più severi requisiti di sicurezza per chiunque prenda parte al progetto.

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