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Questo articolo è stato pubblicato il 23 luglio 2014 alle ore 11:45.
(LaPresse)
«La vera scommessa» del sistema Italia è il «made in», per l'export «abbiamo ampi margini di miglioramento e abbiamo approntato un vero e proprio piano industriale, con l'intenzione di portare a investire all'estero 22mila nuove aziende: l'obiettivo è che» nei 1.000 giorni in cui si snoderà il programma di Governo a partire da settembre, ci sia «l'aumento di un punto di Pil» legato alle esportazioni. Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in un video pubblicato su Youtube, girato al rientro dal viaggio in Africa, che lo ha visto impegnato da sabato a lunedì scorsi in Mozambico, Congo Brazaville e Angola. «Abbiamo un tasso di crescita dell'export - ha sottolineato Renzi - che nel 2013 è stato superiore alla Germania, 4,9% rispetto a 4,8, mentre la Francia è sotto il 3 per cento. Su questi dati siamo i più forti», ha chiosato.
Presenza strategica in Africa
«Il viaggio in Africa - ha sottolineato Renzi - è il primo tentativo del sistema Paese di vedere queste terre non soltanto come un problema ma come una grande opportunità. Ritengo che lo sviluppo dell'Africa sia fondamentale, che la presenza del sistema Italia sia assolutamente cruciale per molti settori, che il valore del nostro viaggio si vedrà nei prossimi anni. Ma penso che sia anche un simbolo che il primo viaggio dell'Italia come presidente di turno dell'Unione europea non sia in Oriente, non sia in America ma in Africa, cioè nel luogo in cui si gioca una parte rilevante dello sviluppo non solo del nostro sistema economico ma anche del nostro sistema di valori».
Italia può farcela se smette piangersi addosso
La globalizzazione, ha aggiunto Renzi in un altro passaggio, «non è nemica: è la più grande occasione che l'Italia ha, perchè chiede bellezza, qualità della vita, lifestyle. L'Italia può essere capace di dare una risposta se smette di piangersi addosso. E io sono convinto che sull'energia, sul made in, sulle infrastrutture, con gli ingegneri, i sistemi di protezione e controllo delle coste, gli investimenti in Difesa, l'Italia sarà in grado di offrire ai Paesi africani un'opportunità di sviluppo». Peraltro, Roma deve porsi, secondo il capo del Governo l'obiettivo di «avere da qui a 30 anni una politica energetica per cui il Paese non sia più a rischio. Noi, con molta umiltà, siamo convinti sia la volta buona e lo faremo a viso aperto e con grande determinazione».
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