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Questo articolo è stato pubblicato il 16 novembre 2014 alle ore 15:53.
L'ultima modifica è del 16 novembre 2014 alle ore 16:27.

Berlusconi in ospedale, ricoverato nel pomeriggio di domenica al San Raffaele, per un riacutizzarsi dell’uveite. Dopo l’indiscrezione sul Corriere.it lo ha confermato all’Ansa il suo medico curante Alberto Zangrillo. L’ex premier si era presentato sabato alla presentazione del libro di Michaela Biancofiore con gli occhiali scuri di rito, già visti nel marzo 2013 al Senato quando erano in corso i processi Mediaset (e Ruby ) e la Corte d’Appello di Milano dispose fra le polemiche la visita fiscale in ospedale. «Vi chiedo scusa per gli occhiali da sole - aveva detto alla platea il leader di Forza Italia - ma mi lacrima l'occhio sinistro: quella maledetta statuetta (riferimento all'aggressione a Milano nel 2009, ndr) mi ha fatto saltare quattro denti e quasi un occhio, l'uveite mi è tornata proprio ora».
Intanto Angelino Alfano ha replicato, ospite de l'Intervista di Maria Latella su Sky Tg24, all'appello di Berlusconi per riunire il centrodestra. «Secondo me non sarà una cosa breve da realizzare. Comunque, la prima fase è capire se ci sono le condizioni per rimettere insieme chi si rifà ai valori del Ppe. Ovvero quelli che non vogliono uscire dall'Europa e dall'euro, ma credono nell'Europa, come noi e Forza Italia». Quindi «vediamo se prima è possibile ricominciare a mettere insieme i cocci del centrodestra, nel nome del Ppe, partendo da quelli che sono più compatibili e vicini. Non credo, lo ripeto, sia un percorso breve. Salvini e le sue brillanti idee si collocano in una destra estrema e non hanno nulla a che fare con centrodestra».
Quanto alle polemiche recenti sugli sviluppi della legge elettorale «non credo - ha detto Alfano - che il problema di Berlusconi siano le soglie. Se un uomo che ha governato questi 20 anni, ha il problema dello sbarramento, non rende onore alla grandezza della propria storia. Noi abbiamo ottenuto un grandissimo risultato, come d'accordo con Renzi, e cioè le preferenze, che mancavano da 20 anni». (Al.An.)
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