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Questo articolo è stato pubblicato il 23 novembre 2014 alle ore 14:22.
L'ultima modifica è del 23 novembre 2014 alle ore 14:30.

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«In una situazione di risorse scarse, stiamo facendo il possibile per rilanciare la crescita. Anche in Parlamento». Enrico Morando sta seguendo per il governo la legge di stabilità alla Camera. Un lavoraccio, con la Cgil in piazza, le tante tensioni di una maggioranza non proprio a tenuta stagna e l'esigenza di trovare risorse per rafforzare il carattere espansivo della manovra.

Viceministro, dica la verità, quanto le avrebbe fatto comodo poter disporre di una dote da 9 miliardi come quella che viene assorbita per la stabilizzazione del bonus 80 euro…
Personalmente, per gestire la legge di stabilità in commissione, davvero molto. Avrei sicuramente guadagnato parecchie ore di sonno. Ma per risolvere i problemi del Paese no. Non è una questione su cui si può tornare indietro.

Eppure più passano le settimane, più risulta chiaro che l'impatto sui consumi è stato pressoché nullo
Sono soldi che restano in tasca ai lavoratori cominciando a ridurre la pressione fiscale sul lavoro. Per i consumi aspettiamo di vedere l'andamento in questo ultimo trimestre, io resto dell'idea che il problema del 2014 è stato che c'era la sensazione che non si trattasse di un aumento di reddito permanente. Perciò credo sia importante la scelta di stabilizzare il bonus. Anche perché ne va della credibilità del governo, è una misura che serve a dare certezza a tutti.

Intanto, però, secondo le stesse stime del governo, la legge di Stabilità avrà un impatto modesto sul Pil
Abbiamo fatto previsioni su basi prudenziali. Bisogna tener conto del fatto che entriamo nel 2015 a bassissima velocità, anzi avendo accumulato ulteriore ritardo. Ma il carattere espansivo della manovra non è negabile, malgrado la rinuncia che abbiamo dovuto fare a 3-4 miliardi a causa della richiesta della Commissione europea. Il combinato disposto della legge di Stabilità e delle riforme strutturali, comprese quelle istituzionali, avrà un impatto significativo, anche in termini di fiducia.

L'intervento sull'Irap va certamente nella direzione giusta. Nel dibattito alla Camera lei ha anche detto che si può ipotizzare una franchigia per compensare le imprese che non hanno rapporti di lavoro stabili.
L'ho detto, mi riservo di approfondire la questione e presentare una proposta di modifica al Senato.

Intanto ci sono capitoli importanti per la crescita che sono rimasti fuori dalla legge di Stabilità: dall'Imu su capannoni e grandi macchinari imbullonati agli investimenti in ricerca.
Questa dell'Imu sugli “imbullonati” è una vicenda paradossale che va chiusa. Assicuro che sarà risolta, a prescindere da quanto dovesse costare. Non posso ancora dire se interverremo alla Camera o, più probabilmente, al Senato, ma lo faremo. A Palazzo Madama affronteremo tutta la questione dell'imposizione sugli immobili. Alla Camera, intanto, siamo già intervenuti per finanziare la legge Sabatini per gli investimenti in macchinari.

Per la verità sul primo anno solo 12 milioni...
Un impegno apparentemente modesto che rende molto, però, in termini di operatività. Non bisogna farsi ingannare dalla cifra: si produce una leva per investimenti importante in termini quantitativi. Sul made in Italy, poi, abbiamo impegnato nuove risorse per 130 milioni.

Il piano Calenda ...
È un disegno moderno di sostegno al made in Italy. Noi oggi abbiamo una crescente domanda di Italia nel mondo, dobbiamo essere capaci di rispondere in termini di un'offerta moderna. Con queste risorse e l'impegno dell'Ice avremo un volano importante di crescita. Sono risultati che vanno sottolineati. Così come è stato importante difendere il bonus da 80 euro come misura Irpef di riduzione del costo del lavoro, respingendo chi voleva trasformarlo in un intervento per le famiglie di natura assistenziale. Per le famiglie c'è il bonus figli, che è stato rimodellato proprio per sostenere quelle più povere.

Intanto continua a restare fuori il rafforzamento del credito d'imposta alla ricerca, così com'è finisce per essere poco più che simbolico. Sul credito d'imposta alla ricerca non si è ancora conclusa la lettura alla Camera. Ci sono proposte parlamentari orientate a superare la condizionalità che limita la misura agli investimenti aggiuntivi. È una questione fondata, perché non è giusto penalizzare chi negli anni scorsi è stato eroico e ha continuato a investire malgrado la recessione. C'è un problema di risorse, ma non escludo che si riesca a intervenire.

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