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Dossier | N. 56 articoliElettrica, autonoma e condivisa: ecco come cambia lautomobile

Auto a guida autonoma: il futuro è nella comunicazione tra le macchine e gli umani

Le auto a guida autonoma comunicano tra loro e con l'infrastruttura, ma l'essere umano è sempre in allerta. Come fare per capire se quando stiamo attraversando la strada l'auto davvero ci ha visti e si ferma? Le strade dovrebbero popolarsi di Kitt, la famosa auto parlante dei telefilm anni 70?

Gli assistenti vocali permettono (in alcuni casi) di interagire con il mezzo per gestire le diverse impostazioni di bordo, come nel caso dell'avanzato Mbux della stella a tre punte. Ma quando si tratta di auto a guida autonoma (oggi solo assistita) rientra anche il riconoscimento e l'accoglienza a livello sociale di questi mezzi. Se prima con un cenno del conducente si poteva capire che si sarebbe fermato sulle strisce pedonali per farci attraversare, con le auto a guida semovente come si fa a capire le sue intenzioni?

Mercedes ha messo a punto un prototipo della cooperative car, auto che con luci a led turchesi visibili anche con il sole comunica con i passanti. Per gli ingegneri di Stoccarda, empatia e fiducia sono fattori indispensabili per accettare i veicoli a guida autonoma. Per aver fiducia nella vettura, è necessario comprendere immediatamente e in modo intuitivo come questa stia per agire.

La cooperative car è basata sulla Classe S e presenta alcune peculiarità, prima tra tutte, la struttura stampata in 3D sul tetto. L'auto è dotata di un sistema di segnalazione luminosa a 360 gradi che anticipa agli utenti della strada le azioni della vettura. Per esempio, le luci turchesi indicano se l'auto è in modalità autonoma, se sta accelerando o frenando e se sta per partire. Inoltre, se si gira intorno al veicolo si nota che le luci sul tetto seguono i nostri movimenti con dei puntini luminosi a garanzia che ci ha visti.

Nel corso del processo, soltanto le persone o i ciclisti, la cui traiettoria coincide con quella della vettura, vengono allertati tramite segnali luminosi. In questo modo, la cooperative car ricrea il contatto visivo naturale che si sarebbe instaurato tra guidatore e pedoni.

La Cooperative Car informa l'ambiente che la circonda ancor prima della partenza: gli specchi retrovisori esterni si aprono, si solleva il posteriore e successivamente il frontale della vettura. Questi movimenti richiamano quelli di un essere umano che si sveglia e si alza, permettendo così alle persone di comprendere questa forma di comunicazione in modo intuitivo.

Al centro del processo di automatizzazione delle auto c'è ancora l'uomo e i suoi dubbi. La comunicazione V2X è importante per la diminuzione di incidenti e rendere più efficiente la mobilità ma è sempre necessario ricordare che i primi utenti della strada sono sempre gli esseri umani che hanno bisogno di comunicare e di conferme. Un linguaggio condiviso con le auto (di tutti i marchi) potrebbe essere la soluzione per l'accettazione sociale di questi mezzi semoventi.

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