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«Se la Bce non compra più bond si rischia l’effetto…

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previsioni economiche

«Se la Bce non compra più bond si rischia l’effetto Trichet»

«Gli indicatori economici ci dicono che la crescita in Europa sta rallentando e lo stop alla politica del QE da parte della banca centrale europea rischia un “effetto Trichet”, amplificando gli elementi negativi. Allo stesso tempo però la Bce ha bisogno di normalizzare la sua politica monetaria per avere qualche colpo da sparare in caso di crisi. Inoltre l’istituto centrale di Francoforte non può consentire che aumenti il divario con la politica monetaria americana altrimenti il dollaro si rafforzerebbe ancora di più».

A parlare è Witold Bahrke, senior macro strategist del gruppo finanziario scandinavo Nordea AM che delinea uno scenario a tinte grigie per i prossimi mesi a causa del rafforzamento del dollaro. Il riferimento all’“effetto Trichet” evoca il mese di luglio del 2008, alla vigilia di una delle più gravi crisi finanziarie della storia, quando la Bce rialzò i tassi di interessi europei, mossa da tutti giudicata intempestiva.

Quali sono le principali tendenze economiche da monitorare nei prossimi mesi?

C’è un rallentamento della crescita mondiale e un aumento dell’inflazione negli Stati Uniti. L’equilibrio crescita alta e inflazione sotto controllo sta dunque terminando: ciò vuol dire minori rendimenti in futuro. Ma ciò che preoccupa maggiormente è quella che definisco “disruptive divergence” tra gli Usa e il resto del mondo

Può spiegare?
Grazie agli stimoli fiscali voluti dalla presidenza Trump, c’è una grande crescita economica negli Usa mentre invece nel resto del mondo, e in particolare in Cina, vi sono segnali di rallentamento. La conseguente politica monetaria della Fed sta mettendo in crisi i paesi emergenti con debito denominato in dollari. Il rialzo dei tassi Usa fa aumentare il debito degli emergenti mentre il reddito resta sempre uguale o, addirittura si riduce. Le condizioni monetarie stanno arrivando vicino alla soglia di dolore dell’azionario.

Quindi prevede a breve uno scenario Orso per i mercati azionari?
Il mercato, rispetto al passato, è meno disposto a perdonare fattori di rischio

come il rialzo dei tassi di interesse. Nei prossimi sei mesi noi prevediamo che il mercato azionario raggiunga il suo picco.

E sul versante obbligazionario?
Sono meravigliato dalla resilienza delle obbligazioni high yield. È un settore sotto pressione. Credo invece vi siano opportunità nel settore dei covered bond.

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