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Ecco il manifesto di Mark Zuckerberg. Il mondo secondo il numero uno di…

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Ecco il manifesto di Mark Zuckerberg. Il mondo secondo il numero uno di Facebook

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Lo ha smentito ma sembra il discorso del prossimo presidente degli Stati Uniti. Dopo mesi di controversie sul ruolo di Facebook nella diffusione di notizie false e di immagini non sempre appropriate e di discussioni su quello che dovrebbe essere il ruolo del social network, Mark Zuckerberg ha finalmente delineato la sua visione per il futuro del gruppo. Sicurezza, 'fake news', impegno civile e inclusività, per usare quattro parole totem. Zuck ha spiegato che vorrebbe posizionare Facebook all'interno di “un'infrastruttura sociale” per contribuire ad affrontare alcuni dei macro problemi globali, come il terrorismo, il cambiamento climatico e la lotta alle malattie e alla povertà.

In un documento di quasi 6.000 parole, il numero uno di Facebook ha spiegato che vorrebbe per il social network un ruolo più importante nella soluzione di questioni cruciali, al fianco di governi, organizzazioni no profit e altre aziende. In concreto, Zuckerberg vorrebbe mettere a punto strumenti per combattere la disinformazone, limitare la propaganda terroristica tramite l'intelligenza artificiale e promuovere l'impegno politico, negli Stati Uniti e all'estero. «Le minacce odierne sono sempre piu' globali, ma le infrastrutture che dovrebbero proteggerci non lo sono. I sistemi attualmente a disposizione sono insufficienti ad affrontare quei problemi», ha scritto Zuckerberg.

L'amministratore delegato del social network ha spiegato che «nell'ultimo decennio Facebook si e' focalizzato sul collegare amici e famiglie”, mentre ora, su questa base, “il prossimo obiettivo sara' sviluppare un'infrastruttura sociale per le comunita', per sostenerci, mantenersi al sicuro, informarci, includerci e impegnarci in senso civico”. Donald Trump e la Brexit non sono mai nominati direttamente ma la lettera del fondatore di Facebook è un inno “all'unità degli esseri umani contro le divisioni”, “al valore della comunità contro la polarizzazione” e “all'uguaglianza contro il divario sociale”. Altri estratti dal manifesto? 

«Il progresso ha bisogno che l'umanità sia unita non soltanto in quanto città e nazioni ma come una comunità globale», scrive Zuckerberg. «Facebook esiste per farci essere più vicini e costruire una comunità globale. Quando abbiamo cominciato, quest'idea non era controversa, eppure adesso in tutto il mondo ci sono popoli lasciati indietro dalla globalizzazioni e movimenti che vogliono ritirarsi dalla connessione globale». Un programma un po' largo, diciamo, impalpabile dal punto di vista politico ma chiarissimo su un punto: la stella polare che ci guiderà verso l'uscita dal tunnel è Facebook. E un brivido forte corre in fondo alla schiena.

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