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Angelo Montanari

Angelo Montanari (rettore Uniud): dal progetto iNEST verso il campus diffuso del Nordest

Il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari traccia un bilancio positivo del progetto iNEST, sottolineando il valore della rete tra atenei, ricerca e imprese. Tra le possibili eredità, la prospettiva di un campus diffuso che metta in rete l’offerta formativa delle Università coinvolte.

A pochi mesi dalla conclusione del progetto iNEST, il rettore dell’Università di Udine Angelo Montanari non ha dubbi: «Il bilancio è sicuramente molto positivo», afferma. Un giudizio che non si limita ai risultati ottenuti durante i 4 anni del progetto, ma che apre a una riflessione più ampia su ciò che iNEST ha reso possibile e su ciò che può ancora generare.

Il cuore del progetto, secondo Montanari, è stato il successo nella costruzione di una rete stabile: «L'obiettivo principale è già stato raggiunto: costruire una rete tra i nove atenei del Nordest, i centri di trasferimento tecnologico, gli enti operanti sul territorio e la rete delle aziende». Un risultato tutt’altro che scontato in un territorio «estremamente ricco dal punto di vista economico culturale sociale, ma anche frammentato», che proprio grazie a iNEST ha imparato a riconoscersi come sistema.

Questa rete ha assunto dimensioni e caratteristiche uniche: «Il nostro ecosistema, tra quelli finanziati dal PNRR, è quello con il maggior numero di atenei coinvolti, è l'unico che coinvolge due Regioni e due Province autonome». Una complessità che è diventata una risorsa, grazie a un modello fondato sulla collaborazione e sulla valorizzazione delle specificità dei singoli atenei.
Sul piano scientifico, iNEST ha operato su numerosi ambiti strategici — dalla manifattura avanzata all’agri-tech, dall’industria culturale al benessere e alla salute, fino ai sistemi montani e marini — sviluppando attività verticali e coordinate, incardinate sugli Spoke, ciascuno dei quali coordinati da un ateneo.

«Un altro fattore fondamentale è stato il coinvolgimento del mondo delle aziende – ricorda il rettore –. Dei 110 milioni complessivi del progetto, 43 sono stati messi a bando per le aziende». La risposta è stata larghissima: «Hanno risposto ai bandi 800 aziende, e i progetti selezionati ne hanno coinvolte quasi 400».
Il vero lascito di iNEST va, però, ben oltre i singoli progetti finanziati. «Al di là dei singoli risultati, che pure si sono ottenuti in diversi ambiti, direi che questi risultati di meta-livello, come i rapporti tra gli Atenei, i centri di ricerca e trasferimento tecnologico e il mondo delle aziende, sono sicuramente tra i risultati principali di questo progetto». È su questi rapporti che, secondo il rettore, si deve ora costruire il futuro.

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