
Giardino di Brenta e E_ART_H, spazi che cambiano grazie al coinvolgimento dei giovani
Un parcheggio trasformato in un’area verde, un parco ha un gemello digitale ricco di informazioni, un muro diventa un murales acchiappa-smog: due progetti della cooperativa sociale Luoghi Comuni cambiano i luoghi in un’ottica di sostenibilità e inclusione sociale.
A Villa Angaran San Giuseppe, a Bassano del Grappa (VI) succedono cose speciali: questa dimora storica del Cinquecento, di proprietà dei gesuiti, è affidata da alcuni anni al consorzio Rete Pictor, formato da alcune realtà del terzo settore che hanno riconvertito sale e spazi esterni ad attività sociali e ricreative aperte alla cittadinanza. In questo contesto si sono inseriti due progetti che la cooperativa sociale Luoghi Comuni ha realizzato nel corso del 2025 grazie ai fondi dell’Unione Europea tramite un bando a cascata promosso dall'ecosistema dell'innovazione iNEST. Giardino di Brenta e E_ART_H, questi i nomi dei due progetti, hanno avuto luogo nell’ambito delle attività dello Spoke 4 - City, Architecture, Sustainable design, guidato dall’università IUAV di Venezia.
«Giardino di Brenta è il giardino di villa che negli anni è stato trasformato seguendo due traiettorie – racconta Joya Zanatta della cooperativa Luoghi Comuni, parte dell’equipe che ha seguito i due progetti –. Da un lato la progettazione partecipata con gli abitanti della villa e del quartiere circostante, a partire da un’idea di sostenibilità a 360 gradi, ambientale e sociale, e dall’altro un approccio educativo, con la collaborazione della cooperativa Adelante che svolge attività educative con la realtà giovanile bassanese».
L’area principale oggetto dell’intervento è chiamata Campiello, una parte del giardino della villa che era adibita a parcheggio e che è stata trasformata in area verde, con una progettazione pensata per adeguare questo spazio agli effetti del cambiamento climatico: «L’erba è di due tipologie che necessitano di poca manutenzione, i 20 tigli piantati sono della specie Greenspire, caratterizzata da un’ampia chioma che crea un’ombreggiatura tale da diminuire la temperatura nei mesi caldi, inoltre è stato creato un sistema di raccolta di acqua piovana riutilizzata per l’irrigazione» prosegue Zanatta.
Accanto a questo cambiamento fisico, è stata creata una piattaforma online, una sorta di “gemello digitale” del Parco Nord, un’altra area verde interna alla villa, per condividere in modo trasparente le scelte, anche in questo caso di stampo ecologico, effettuate nelle operazioni di riqualificazione. Il “tour virtuale” è stato realizzato in collaborazione con un gruppo di giovani Neet, ragazze e ragazzi che non studiano né lavorano. «La piattaforma è pensata sia per i cittadini, che possono imparare di più su tecniche per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, sia per i professionisti della progettazione che possono consultare le schede tecniche delle opere, delle essenze e dei materiali utilizzati» afferma Joya Zanatta.
Veniamo poi al secondo progetto: E_ART_H. «L’obiettivo della sperimentazione era realizzare un murales utilizzando vernice fotocatalitica, in grado di assorbire l’anidride carbonica nell’aria mitigando l’inquinamento atmosferico – spiega Riccardo Nardelli della cooperativa Luoghi Comuni –. A questo aspetto tecnico-ambientale abbiamo aggiunto una dimensione educativa, coinvolgendo 20 giovani tra i 15 e i 25 anni con percorsi caratterizzati da vulnerabilità. Sono stati loro a progettare il murales che ci è servito da test, realizzato a Villa Angaran San Giuseppe con 20 metri quadri di vernice fotocatalitica, con una capacità di assorbimento di CO2 equivalente al piantare un albero».
Dodici ragazzi hanno poi lavorato alla realizzazione del “vero” murales, realizzato poi con l’artista Andrea Crestani, in arte Koes. «La sperimentazione-test serviva per attrarre imprenditori del territorio che avessero voglia di ospitare un murales in larga scala su un capannone di loro proprietà» spiega Nardelli. L’operazione ha avuto successo, dal momento che si è fatta avanti l’azienda iMilani di Rosà (VI), che ha messo a disposizione una parete di 350 metri quadri lungo una strada provinciale molto trafficata, di cui circa 100 metri quadri sono stati dipinti con la vernice anti-smog, l’equivalente di aver piantato 5 alberi. «La parete è sopra un campo da gioco che in estate ospita WinWin, un torneo interaziendale di pallavolo, basket, calcio e altri sport, che attrae moltissime aziende del territorio bassanese – prosegue Nardelli –. Il murales realizzato ha infatti un tema sportivo, ed è stato progettato insieme ai 20 ragazzi coinvolti. L’obiettivo è che, grazie alla grande visibilità di questo dipinto, si possa replicare anche sui muri di altre imprese partner di WinWin. Ci ha già contattato un’azienda».
