IL CASO TARANTO

Ex Ilva, Francesco Caio consulente del Governo

Lunedì 2 dicembre si è svolto un incontro al ministero dello Sviluppo economico tra i tecnici dell’Esecutivo e l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli. Presenti anche i legali dell’azienda e quelli che rappresentano i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria. All’incontro avrebbe partecipato anche il manager Franceco Caio come consulente designato del Governo per negoziare con l’azienda la definizione del nuovo piano industriale

di Carmine Fotina

2' di lettura

Parte con molti punti complicati il confronto tecnico tra il Governo e ArcelorMittal sul futuro dell'ex Ilva. Lunedì 2 dicembre si è svolto un incontro al ministero dello Sviluppo economico tra i tecnici dell'Esecutivo e l'amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli. Presenti anche i legali dell'azienda e quelli che rappresentano i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria. Dall'incontro - al quale ne potrebbero seguire altri - avrebbe partecipato anche il manager Francesco Caio come consulente designato del Governo per negoziare con l'azienda la definizione del nuovo piano industriale, che è al centro del dialogo.
«È un manager italiano di comprovato valore. Ritengo abbia la capacità di trattare nel pieno interesse dello Stato» e questo «potrebbe essere utile al
Paese», ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, a Radio 24. In vista dell’incontro di mercoledì al Mise «ai sindacati illustreremo, insieme all’azienda, l’attuale situazione, stiamo cercando di capire se c’è una soluzione di continuità produttiva, che però non può restare ancorata alle modalità produttive di prima», ha aggiunto.

Udienza a Milano il 2 dicembre

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La complessità dei temi sul tavolo rende comunque possibile che all'udienza fissata dal Tribunale di Milano per il 20 dicembre venga presentata una nuova richiesta concordata di proroga per far slittare la chiusura completa della trattativa a gennaio. Per ottenere dal Tribunale un ulteriore rinvio occorrerebbe comunque arrivare al 20 dicembre con una piattaforma di accordo già abbastanza strutturata.

Per quanto riguarda il piano industriale, le parti stanno iniziando a lavorare a una ridefinizione del contratto che contenga anche un impegno prospettico verso la parziale e graduale decarbonizzazione, per lasciare in futuro in funzione soltanto una parte degli altiforni che oggi costituiscono l'area a caldo e integrando la produzione con i forni elettrici o, più difficilmente, con il cosiddetto preridotto attraverso l'utilizzo di gas.

Allo studio incentivi del Mise

Allo scopo il ministero dello Sviluppo avrebbe allo studio incentivi per il consumo energetico, mentre la settimana scorsa si è svolto un incontro tra il ministro Stefano Patuanelli e i vertici della Bei (Banca europea per gli investimenti, si veda Il Sole 24 Ore del 29 novembre) per un finanziamento che potrebbe coprire fino al 50% del nuovo investimento se legato alla transizione energetica.

All'esame del tavolo tecnico governo-azienda ci sono anche il completamento del Piano ambientale (con il non semplice anticipo rispetto alla scadenza del 23 agosto 2023) e la revisione dell'Autorizzazione integrale ambientale tutt'ora all'esame del ministero dell'Ambiente. Inoltre, la riduzione del canone di affitto (Mittal non ha pagato l'ultima rata trimestrale) e ovviamente il delicato tema degli esuberi su cui restano distanze considerevoli tra i 5mila tagli strutturali prospettati dall'azienda e circa la metà che il Governo sarebbe disposto a coprire tra cassa integrazione, ritorno all'amministrazione straordinaria e assorbimento in nuove operazioni di investimento che potranno effettuare le partecipate pubbliche nel territorio tarantino.

Un possibile partner pubblico
È coordinato dal ministero dell'Economia, poi, il lavoro sul possibile ingresso di un partner pubblico in AmInvestco Italy accanto ad ArcelorMittal. L'operazione, con Invitalia principale candidato, potrebbe essere a tempo. Un ingresso-ponte verso un ritorno futuro all'azionariato completamente privato.

Per approfondire:
Ex Ilva, dai Riva a Mittal: sette anni di scontri giudiziari

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