Trento e Bolzano sostenute da consumi e investimenti
Il rapporto della Banca d’Italia sottolinea che le due province autonome si caratterizzano per un uso più intenso degli strumenti alternativi al contante rispetto al resto del Paese
di Barbara Ganz
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Un incremento lievemente superiore a quello medio nazionale, prossimo all’1%: è il Pil 2018 delle due province autonome di Trento e Bolzano, sostenute dalla crescita dei consumi, degli investimenti e della spesa pubblica locale.
Le imprese
In Trentino durante l’anno che si è chiuso è proseguito il rafforzamento dell’attività industriale; secondo i dati della Camera di commercio, il fatturato delle imprese manifatturiere è aumentato di oltre il 5%, su ritmi analoghi a quelli del 2017. Le esportazioni sono cresciute (6,4%) seppure in rallentamento rispetto all’anno precedente (erano 8,7%), sospinte in misura analoga dai flussi verso l’Unione europea ed extra Ue.
È anche proseguita la lieve ripresa del settore edile iniziata nel 2017.
Anche in provincia di Bolzano nel 2018 l’attività economica si è irrobustita. L’espansione dell’attività industriale è stata frenata da un minor sostegno della domanda estera connesso con le recenti difficoltà dell'economia tedesca. L’attività del comparto edile, in crescita dal 2015, si è ulteriormente consolidata; nel mercato degli immobili residenziali il numero delle transazioni e i prezzi sono rimasti sostanzialmente stabili.
Il credito, il turismo
Anche in Alto Adige le aziende hanno registrato un miglioramento della redditività e un incremento degli investimenti. I prestiti bancari al settore produttivo altoatesino hanno continuato a crescere, trainati da quelli alle imprese medio-grandi; dopo un biennio di stagnazione il credito alle piccole imprese ha mostrato nuovi segnali di crescita.
Un settore particolare è quello del turismo: all’interno dell’area alpina la regione si caratterizza per un’elevata attrattività: nel 2016 il numero di presenze turistiche per abitante era pari a 31,5 in Trentino, 60,1 in Alto Adige. L’offerta regionale di servizi turistici si contraddistingue per un numero molto alto di posti letto per abitante e per un’elevata capacità di riempimento delle strutture durante tutto l’arco dell’anno.
Il lavoro
In provincia di Trento nel 2018 le condizioni del mercato del lavoro si sono ulteriormente rafforzate. Sulla base della rilevazione Istat, il numero degli occupati è aumentato dello 0,9% (1,5 in provincia di Bolzano e 0,8 nella media nazionale). Il numero di occupati è superiore ai valori del 2008, ma restano alcuni margini di capacità lavorativa inutilizzata: la quota di lavoratori part-time che avrebbe preferito un impiego a tempo pieno, pari al 47%, è circa 20 punti sopra il livello del 2009.
Il tasso di attività è rimasto stabile su valori storicamente elevati (71,7%; 75,7 in provincia di Bolzano e 65,6 in Italia). Il tasso di disoccupazione è calato al 4,8% (2,9 e 10,6 per cento rispettivamente in provincia di Bolzano e in Italia).
Il report Bankitalia dedica a un approfondimento al lavoro temporaneo. In Trentino la crescita dell’occupazione nel periodo 2009-2017 (4,3%; 7,7 in Alto Adige, 1,4 nella media italiana) si è associata a un incremento della quota di lavoratori dipendenti con contratti temporanei più marcato rispetto all'Alto Adige e all’Italia.
L’aumento delle posizioni a termine è stato guidato dal settore dei servizi e, in particolare, da quelli legati al turismo. Il lavoro a tempo determinato ha coinvolto in misura crescente anche la classe di età tra i 35 e i 54 anni che, nel passato, registrava percentuali più basse; il contributo all'incremento è stato più marcato per gli uomini.
Il sistema bancario
Nel 2018 è proseguito il processo di razionalizzazione del sistema bancario provinciale: in Trentino a dicembre erano insediate 55 banche, 4 in meno rispetto all’anno precedente; le recenti operazioni di aggregazione hanno portato a 20 il numero di banche di credito cooperativo (da 25 a fine 2017). La rete distributiva si è ulteriormente ridotta a 420 sportelli (17 in meno rispetto al 2017).
La qualità del credito è ulteriormente migliorata. A dicembre 2018 il tasso di deterioramento si è ridotto all’1,1%.
I depositi bancari delle famiglie e delle imprese trentine sono cresciuti del 3,2%, in misura meno intensa rispetto all’anno precedente. Il rallentamento è stato determinato dalla dinamica della liquidità detenuta dalle imprese in conto corrente che è divenuta negativa nel corso del 2018, anche in connessione con l’aumento dell’attività di investimento.
In provincia di Bolzano i finanziamenti bancari al settore privato non finanziario sono ulteriormente cresciuti, in linea con il favorevole quadro congiunturale e con il rafforzamento delle richieste di finanziamento del settore produttivo, specialmente per investimenti. La qualità del credito, già elevata, ha registrato un ulteriore leggero miglioramento.
In Alto Adige, il ridimensionamento del peso degli intermediari locali è stato complessivamente più limitato, soprattutto grazie alla dinamica positiva delle Casse Raiffeisen, permettendo al sistema bancario altoatesino di continuare a caratterizzarsi per un elevato localismo.
La particolarità
I dati indicano che le province autonome si caratterizzano, oltre che per un più elevato livello di reddito, anche per una minore disuguaglianza dei redditi da lavoro rispetto alla media delle regioni italiane. In base a stime recenti, aggiornate al 2017, la ricchezza netta delle famiglie trentine e altoatesine ammontava a 127,2 e 142,8 miliardi di euro rispettivamente , circa 11 volte il reddito disponibile. In termini pro capite, il valore corrente della ricchezza netta è aumentato di circa il 3 per cento in entrambe le province tra il 2015 e il 2017, più che nella media italiana. Le province di Trento e di Bolzano si caratterizzano per un uso più intenso degli strumenti alternativi al contante nel confronto con il resto del Paese. In base alle segnalazioni delle banche, di Poste italiane spa e delle società finanziarie, nel 2018 i pagamenti pro capite con questi strumenti sono stati 152 in Trentino e 142 in Alto Adige (113 nella media italiana).