Lavoro, ci sono 2 milioni di contratti per diplomati e laureati. I più introvabili? Gli elettrotecnici
di Francesca Barbieri
2' di lettura
È tempo di scelte per i giovani diplomati che devono decidere se proporsi sul mercato del lavoro o proseguire il percorso di studi. Le tendenze della prima metà dell’anno - in base alle rilevazione del sistema informativo Excelsior (Unioncamere - Anpal) sembrano confermare le indicazioni sui contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018: circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati. Anche per i laureati però ci sono buone opportunità e le indicazioni finora emerse confermano che si dovrebbe superare la quota di 550mila contratti in cui è richiesto il possesso di una laurea.
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Tra i diplomi più richiesti dalle imprese spiccano quelli ad indirizzo amministrativo, finanziario e marketing, seguiti dall’indirizzo meccanico e meccatronico, dal settore turistico ed enogastronomico, dall'elettronica ed elettrotecnica e dall'informatica e telecomunicazioni. Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire; difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) e per gli elettrotecnici (71,5%).
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Sul versante dei laureati, la richiesta da parte delle imprese interessa principalmente gli indirizzi economico e, a seguire, ingegneria, insegnamento e formazione e sanitario e paramedico. Anche in questo caso le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono spesso elevate: 48,4% per gli specialisti nei rapporti con il mercato, il 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici e il 64,8% per gli analisti e progettisti di software.
Tre motivi che spiegano il mismatch
In base ai dati di Excelsior, la difficoltà di reperimento - in generale - è passata dal 21,5% del totale nel 2017 al 26,3% del 2019. Non si tratta solo dei cosiddetti “lavori rifiutati”, quelli più instabili sviluppati nell’ambito della cosiddetta gig economy: i ricercatori di Unioncamere sottolineano che è difficile trovare un diplomato su cinque e addirittura un laureato su tre.
Le motivazioni più comuni alla difficoltà di trovare le figure domandate sono tre:
● offerta inferiore alla domanda: professioni molto domandate, professioni nuove per cui il sistema formativo non si è ancora attrezzato, ma anche professioni tradizionali per cui non si prepara più nessuno. C’è un gap di offerta così per il 48% dei diplomati e per il 52% dei laureati
● possesso di competenze non adeguate a quelle richieste dal mercato: per esempio, se il sistema formativo continua a preparare figure professionali in via di estinzione, o ancora esistenti, ma con caratteristiche profondamente modificate: il 42% per i diplomati e il 40% per i laureati denotato gap di competenze
● mancanza di persone con caratteristiche personali adatte alla professione offerta, o totalmente prive di esperienza (e questo dipende solo in parte dalla formazione): il 10% per i diplomati e l’8% per i laureati.
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