| In 10 anni 400 operazioni di concentrazione con 211 fusioni Radiocor - Milano, 28 dic - Negli ultimi dieci anni, si e' invece drasticamente ridimensionato, a livello regionale il numero degli istituti bancari operanti in Basilicata (-65%), Molise (-57,1%), Calabria (-52,5%), Abruzzo (-51,7%), Campania (-51,5%) e Valle D'Aosta (-50%). Si tratta, afferma lo studio, di una vera e propria rivoluzione nata da un processo che ha coinvolto la meta' dell'intero settore bancario e che ha prodotto in dieci anni 400 operazioni di concentrazione, di cui 211 fusioni. A livello di operazioni, una quota consistente del totale (43 su 58) fa riferimento, dal 2002 al 2006, a banche del settore del credito cooperativo, che ha subito una profonda trasformazione. Il processo di concentrazione ha portato, in alcune aree del Paese, a vere e proprie condizioni di oligopolio. In Valle D'Aosta, le prime sette banche detengono il 91,8% del mercato bancario (con San Paolo Imi prima per numero di sportelli), seguita dalla Sardegna con l'89,2% (Banco di Sardegna), Basilicata con il 71,8% (Banca Carime), Sicilia con il 70,6% (Banco di Sicilia), Molise con il 68,8% (Banca di Roma) e Liguria con il 67% (Banca Carige). E', invece, in costante e consistente aumento il numero degli sportelli bancari, cresciuti nel decennio del 32,1% con incrementi soprattutto nel Centro Italia (+39%) e nel Nord-Est (+36%). A livello di province, si registra molta dinamicita' soprattutto nelle province sarde, dove primeggiano Oristano (+200%) e Nuoro (+176,2%) seguite da Rimini (+67,1%). Significativi anche i dati di alcuni grandi centri urbani come Bologna (+42,8%), Roma (+42,1%), Venezia (+36,5%), Firenze (+33,7%), Torino (+29,4%), Milano (+27,2%), Napoli e Palermo (entrambe +18,2%). |