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La Ue avvia l'exit strategy
dagli aiuti di Stato alle imprese

di Giuseppe Chiellino

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18 marzo 2010

La Commissione europea muove i primi cauti passi dell'exit strategy, tastando il terreno in tutti gli Stati membri per capire se le misure adottate a fine 2008 per far fronte alla crisi di liquidità che aveva colpito anche le imprese possono essere progressivamente ritirate.
La dg Concorrenza della commissione Ue guidata da Joaquin Almunia ha inviato a ciascun governo un questionario con una trentina di quesiti per fare il punto sulle misure di aiuto all'economia messe in atto da ciascun governo durante la crisi e per valutarne l'efficacia.

A dicembre del 2008 Bruxelles aveva definito un quadro di regole temporanee sugli aiuti di Stato (Temporary state aid framework, TF nello slang comunitario), allentando i vincoli comunitari in materia e fornendo possibilità aggiuntive proprio tenendo conto delle difficoltà di accesso al credito per le imprese. Il Temporary framework dovrebbe esaurirsi a fine 2010. Preparandosi a questa scadenza, ma anche alla luce dei timidi segnali di ripresa che qua e là emergono, Almunia ha avviato la consultazione degli stati membri che dovranno rispondere al questionario entro il 15 aprile prossimo. Non piu' di dieci giorni orsono lo stesso Almunia, in un'intervista al Sole 24 Ore in occasione di un seminario dell'Aspen a Venezia, aveva spiegato, tra l'altro, che nei «prossimi mesi occorrerà valutare la forza della ripresa economica, anche se non si può ancora dire che la situazione sia normalizzata».

Le domande rivolte ai governi
Il questionario inviato alle rappresentanze diplomatiche degli stati membri, oltre che a definire le cifre degli aiuti di stato concessi alla luce del TF, mira soprattutto a valutare se tali misure sono servite a qualcosa, in particolare a riattivare l'accesso al credito per le imprese, e qual è la situazione attuale dell'economia in ciascun paese. I governi dovranno fornire informazioni sui settori interessati, sulle cifre messe in campo, sul numero delle imprese coinvolte e in particoalre sulla percentuale di Pmi che stanno beneficiando degli aiuti pubblici in deroga ai vincoli ordinari fissati dall'Unione europea.
Per il governo italiano il questionario di Bruxelles giunge proprio alla vigilia del varo del nuovo decreto incentivi da parte del Consiglio dei ministri.

Ma oltre a questo, Bruxelles vuole sapere anche se qualche paese ritiene che le imprese nazionali possano essere danneggiate da aiuti concessi alla imprese concorrenti di altri stati membri, a norma del quadro di riferimento temporaneo e quali sono stati gli effetti nel settore bancario. L'ultima sezione del questionario, infine, è dedicata alla situazione attuale, con domande dettagliate su eventuali persistenti problemi di accesso al credito e sulla necessità di prolungare il Temporary framework.

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18 marzo 2010
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