Si è chiusa con una perdita del 10,23% una complicata seduta di Borsa lunedi' 29 settembre per Unicredit, con il titolo che ha oscillato fra sospensioni e rientri al listino.
Nel primo pomeriggio il titolo è scivolato sotto i 3 euro, chiudendo a 2,9825 euro, livello che non vedeva dal 6 ottobre 1998. Per ben due volte il titolo è stato sospeso dalle contrattazioni per eccesso di ribasso, a metà seduta e dopo l'apertura negativa di Wall Street che ha appesantito ulteriormente tutti i i listini europei già abbondantemente negativi. Vorticosi gli scambi: più di 310 milioni di pezzi scambiati contro una media dell'ultimo mese di 177 milioni di azioni al giorno.
Profumo rassicura i dipendenti: non ci sono problemi di liquidità
«I coefficienti di liquidità, sia a breve che a medio termine, superano in maniera significativa i limiti approvati dal cda e quelli richiesti dai regolatori in tutti i Paesi in cui operiamo». Questo il contenuto di una lettera inviata dall'ufficio dell'a.d. di UniCredit, Alessandro Profumo, a tutti i dipendenti del gruppo, secondo quanto riferiscono fonti finanziarie. «Non è nelle nostre abitudini commentare indiscrezioni - si legge nel documento - ma riteniamo della massima importanza rassicurare tutti voi sulla situazione del gruppo». «Il nostro piano di funding a medio e lungo termine per il 2008 - prosegue la lettera - è completo e non richiede ulteriori azioni».
«In particolare - scrive l'ufficio di Profumo ai dipendenti UniCredit - gli stock di liquidità a breve termine sono 10 volte sopra i limiti prima menzionati e garantiscono liquidità al gruppo ben oltre il 2008 senza dover far ulteriore ricorso al mercato». «La solida posizione di UniCredit - è scritto ancora nel documento - è chiaramente dimostrata dall'eccellente merito di credito del gruppo, anche in confronto con alcuni nostri concorrenti». Le rassicurazioni dell'ufficio di Profumo arrivano al termine di una giornata nera per UniCredit a Piazza Affari, dove i titoli di piazza Cordusio hanno perso il 10,23% a 2,975 euro, risentendo dei timori per il sistema finanziario europeo dopo la parziale nazionalizzazione di Fortis, il salvataggio di Bradford & Bingley e l'incertezza che grava su istituti come Dexia e Hypo Real Estate.
Merrill Lynch taglia il target price
In Borsa Unicredit ha risentito anche del giudizio di Merrill Lynch che ha confermato raccomandazione di acquisto sul titolo ma ha ridotto il prezzo obiettivo da 5,4 a 4 euro. La banca d'affari ha tagliato del 20% l'utile per azione 2008-2010 dell'istituto guidato da Alessandro Profumo.
Nel week end Il Sole-24Ore ha riportato la notizia che nella strategia di rafforzamento dei ratio patrimoniali, Unicredit intende valorizzare degli attivi, tra cui crediti performing, conferendoli a un veicolo cui parteciperebbe un partner estero, probabilmente Merrill Lynch. L'operazione, secondo le anticipazioni, eviterebbe la necessità di un aumento di capitale.
Colpiti tutti i bancari
La giornata borsistica è stata comunque difficile per tutti i titoli bancari. L'indice eurostoxx di settore ha perso il 7,73%, un calo analogo a quello degli assicurativi (-7,71%). Ancora più pesante l'andamento dei titoli finanziari: -9,81% il sottoindice eurostoxx. Solo il settore auto ha contenuto le perdite sotto l'1%.
A Milano, oltre che per Unicredit, la seduta è stata difficile anche gli altri titoli bancari, tra cui Popolare Milano (-7,29%), Banco popolare (-4,96%) e Intesa SanPaolo (-4,65%). Quest'ultima, inoltre, è stata sospesa nell'after hours. Monte dei Paschi (-4,02%).