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Fortis, Trichet a Bruxelles per fronteggiare il rischio crack

di Alessandro Graziani

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28 SETTEMBRE 2008
Fortis nella bufera, svolta ai vertici
Faro della Consob belga sul big del credito Fortis

Il caso Fortis tiene in allarme le banche europee, che temono l'allargamento della crisi finanziaria dagli Stati Uniti al Vecchio Continente. Il gruppo belga-olandese, che venerdì scorso aveva perso oltre il 20% in Borsa e che a fine serata aveva annunciato a sorpresa la nomina di un nuovo amministratore delegato, stava trattando riservatamente da alcuni giorni un'aggregazione-salvataggio con gli olandesi di Ing e con i francesi di Bnp Paribas. Entrambi i gruppi, stando alle indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore, avrebbero avuto accesso insieme ai propri advisor alla data-room. Ma nelle ultime ore, l'interesse di Bnp Paribas e Ing si sarebbe raffreddato. Secondo alcune fonti, sia i francesi che gli olandesi avrebbero addirittura abbandonato i negoziati dopo aver inutilmente chiesto garanzie sugli oltre 40 miliardi di asset a rischio (derivati, mutui, commercial paper) nel portafoglio di Fortis. Resta l'ipotesi della cessione di singoli asset (a partire dalle attività olandesi di Abn Amro). O quella, ipotizzata stamani da alcuni quotidiani belgi, di una nazionalizzazione. E' certo che per tutta la domenica, tra Bruxelles e Amsterdam è rimasto al lavoro un comitato di crisi per tentare di arrivare a una soluzione al caso Fortis prima della riapertura dei mercati di domattina. Massima allerta anche alla Banca Centrale Europea. Oggi il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, è arrivato a Bruxelles per discutere con il premier belga, Yves Leterme, le soluzioni alla crisi di Fortis. E da pochi minuti è in corso nella capitale belga un consiglio dei ministri straordinario, con all'ordine del giorno una discussione sulla situazione finanziaria internazionale e le sue ripercussioni sul Belgio. Domani ad Amsterdam, inoltre, si riunirà il vertice del Financial Stability Forum presieduto dal Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.
Un'eventuale crack di Fortis avrebbe pesanti ripercussioni sull'intero sistema bancario europeo. Con un effetto-contagio che rischierebbe di estendersi rapidamente a Dexia, l'altra grande banca belga già colpita dai subprime e da Lehman.
Alla situazione delle due banche del Belgio, anche se in queste ore il faro dei banchieri è puntato soprattutto sull'emergenza Fortis, guardano con preoccupazione anche i banchieri italiani e le Autorità di Vigilanza. Sia Fortis che Dexia hanno collocato in Italia ingenti quantità di obbligazioni, finite non solo nei portafogli delle banche ma anche e soprattutto in quelli dei risparmiatori.

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