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Rodolfo ha anche irrobustito la corporate governance, nominando una maggioranza di consiglieri indipendenti e rendendo noti gli utili trimestrali prima ancora che diventasse obbligatorio farlo. «Ha dato solide fondamenta a Cir invece del modo ad hoc col quale era stata amministrata in precedenza» ha detto la fonte.
Nei suoi rapporti con il padre, Rodolfo dice che "all'inizio è stato difficile per lui e difficile per me…avevamo divergenze su come fare le cose, talvolta anche sulle persone, ma non abbiamo mai avuto un vero contrasto in relazione alla direzione nella quale doveva andare la holding».
Poiché suo padre era molto preoccupato all'inizio per Olivetti, padre e figlio hanno costruito un buon rapporto tra l'amministratore delegato e il proprietario, con due incontri fissi al mese.
Nel frattempo, in qualità di capo della holding, Rodolfo si è concentrato su quelle che chiama la "funzione del proprietario" e la "funzione imprenditoriale". La prima implica di individuare una strategia chiara, di trovare le persone giuste e di assicurarsi che la performance sia corretta in ognuna delle aziende del loro portfolio. De Benedetti dice che vi sono alcune somiglianze nel suo approccio con le private equity, ma che la differenza principale è il "capitale permanente": Cir ha investito a lunghissimo termine.
Per portare un esempio, Rodolfo De Benedetti sottolinea alcune questioni di grande importanza prodotte dalla recente crisi economica, per esempio decidere se insistere con alcune attività: «Non penso che il management da solo basti a prendere le decisioni giuste. C'è un unico momento in cui le si può prendere, ma devono essere quelle giuste, in grado di durare una vita intera».
De Benedetti ha avuto una grossa influenza anche sulla funzione imprenditoriale. Ha deciso di interessarsi a settori nei quali fossero imminenti cambiamenti radicali, come la sanità e i crediti non performanti. Ma il suo più grosso successo risale a circa dieci anni fa, quando decise di dare un'occhiata al settore energetico che era in procinto di essere liberalizzato. Assunse un manager da una società di servizi locale e scelse come partner Verbund, un gruppo energetico austriaco. Sorgenia, l'azienda che nacque dalle due, è oggi la quinta società energetica più importante in Italia e la partecipazione di Cir di 73 milioni di euro vale oggi 2,1 miliardi di euro.
Tutto ciò è stato conseguito con non più di una decina di professionisti che lavorano da Cir. De Benedetti dice che insieme hanno dato vita a un sistema che può essere applicato a qualsiasi industria, e aggiunge che però "possiamo anche far fuori ciò che non va". Per esempio, ricorda il caso del fondo che non dava risultati soddisfacenti dopo oltre 18 mesi di investimenti in termini di lavoro di Cir e al quale ha finito col staccare la spina (M&C, ndt). Tutto ciò è sintomatico dell'approccio rispettoso con il quale amministra Cir, e riflette le sue opinioni su Berlusconi.
«Io amo il mio Paese e non sopporto quando l'Italia è criticata. Si creano situazioni molto imbarazzanti» dice Rodolfo.
c. 2009, The Financial Times
Traduzione di Anna Bissanti