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Dossier Dai ghiacci alla CO2, i danni del clima che cambia

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Dossier | N. 47 articoli Climate change

Dai ghiacci alla CO2, i danni del clima che cambia

I grandi della Terra, con Trump in testa, litigano dietro un’immensa mole di interessi che soffocano il nostro pianeta e, a chi è lontano dai centri di potere, sembra restare davvero poco da fare. Eppure, in questi stessi giorni, l’esperienza della piccola attivista svedese, Greta Thunberg, sta insegnando a noi tutti che l’impegno dal basso è quanto mai necessario per cercare di cambiare l’esistenza a rischio del pianeta che ci ospita. (Il 15 marzo si celebra la giornata di sciopero scolastico globale per il clima e l’ambiente).

Parte proprio dalla necessità della consapevolezza di quanto ognuno di noi può fare nel suo piccolo per la Natura la mostra milanese dedicata al Pianeta Terra, “Capire il cambiamento Climatico”. Si tratta della prima mostra dedicata al cambiamento del clima, uno spazio narrativo ed esperienziale in cui i visitatori scoprono le cause e gli effetti attuali e futuri del riscaldamento globale, attraverso il linguaggio fotografico di National Geographic e tecnologie digitali immersive e interattive.

Letteralmente avvolti da video a tutta parete, con immagini fotografiche d’eccezione del pianeta, con le sue incommensurabili bellezze a rischio, gli spettatori da prima “viaggiano” in angoli remoti e struggenti per la loro fragilità, a “contatto” con una natura selvaggia e meravigliosa; poi, nella seconda sala, si sentono stringere dalle opprimenti vedute su isole sconfinate di ammassi di plastica, fiumi putrescenti e nuvole di gas letali. Sono in scena le catastrofi dovute al cambiamento climatico: luoghi devastati, animali sofferenti e uomini costretti a vivere ai margini della società.

A testimoniare l’urgenza per interventi non più procrastinabili sono in mostra i cartelloni parlanti con gli Orsi polari a rischio di estinzione, le Tartarughe soffocate dalle plastiche, gli Elefanti asiatici insensatamente cacciati e l’Uomo stesso che si mette a rischio con il sovraffollamento del pianeta e logiche “autolesioniste”.

La mostra “Capire il cambiamento climatico - Experience exhibition”è promossa e prodotta dal Museo di Storia Naturale di Milano, Comune di Milano - Cultura, OTM Company e Studeo Group in collaborazione con National Geographic Society con la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica Italiana. La mostra sarà aperta al pubblico dal 7 marzo al 26 maggio 2019.

L'idea centrale della mostra è che la Terra non morirà. Soffrirà, cambierà, muterà, ma non scomparirà. A scomparire potrebbero essere le condizioni per la vita umana. La temperatura della Terra è aumentata di oltre un grado Celsius nell'ultimo secolo, il 2018 è stato il quarto anno più caldo della storia a livello globale e il primo anno più caldo in Italia, Francia e Svizzera. Capire le cause e conoscere gli effetti del riscaldamento globale è un passo fondamentale per contrastare questa tendenza e cambiare il corso del nostro futuro.

Le persone, nel loro ruolo di cittadini e consumatori, decisori politici e attori economici possono cooperare per contrastare il cambiamento climatico. “Viviamo in un momento cruciale della storia dell'umanità – l'Antropocene - in cui la presa di coscienza delle popolazioni, la posizione dei governi, la rivoluzione tecnologica delle energie rinnovabili e la scelta etica di consumi più moderati - afferma Luca Mercalli - rappresentano l'unica possibilità di invertire una marcia che ci porta verso tempi ostili”.

Ognuno di noi può compiere scelte utili e gesti appropriati per contrastare il cambiamento climatico. Nelle pratiche quotidiane, alimentazione, consumi energetici, gestione dei rifiuti, igiene della persona e della casa, trasporti, ecc. si possono adottare comportamenti virtuosi.

La mostra si conclude dunque con una call to action: “Cambiamo il nostro futuro” , suggerimenti e consigli utili che possano ispirarci nella vita di tutti i giorni.

In mostra, oltre 300 scatti fotografici realizzati da grandi maestri della fotografia del National Geographic, raccontano la profonda trasformazione del Pianeta causata dal riscaldamento globale: dalla fusione dei ghiacci perenni che si riducono oltre 400 miliardi di tonnellate ogni anno, ai fenomeni meteorologici estremi come le ondate di caldo senza precedenti o l'incremento di tempeste e uragani, dall'aumento di periodi di intensa siccità all'aumento dei livello dei mari di 3,4 millimetri all'anno.

Questi drammatici cambiamenti interessano tutte le regioni del Pianeta e sono destinati a intensificarsi nei prossimi decenni se non si mettono in atto interventi efficaci.

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