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Infrastrutture lombarde, chiesto il giudizio immediato

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Industria

Infrastrutture lombarde, chiesto il giudizio immediato

MILANO
La Procura di Milano ha chiesto ieri il giudizio immediato per Antonio Giulio Rognoni e altre sette persone, raggiunte il 20 marzo scorso da una ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta con al centro Infrastrutture Lombarde (società controllata da Regione Lombardia) su alcuni appalti, alcuni dei quali riguardano anche l'Expo e il sistema della sanità. La richiesta di giudizio immediato è stata firmata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai sostituti procuratori Paola Pirrotta e Antonio D'Alessio. Ora dovrà nessere valutata da un Gip del Tribunale di Milano, e dovrebbe trattarsi di Andrea Ghinetti.
La richiesta di giudizio immediato (ovvero saltando l'udienza preliminare), oltre Rognoni, riguarda Pier Paolo Perez, Carmen Leo, Fabrizio Magrì, Maurizio Malandra, Sergio De Sio, Giorgia Romitelli e Salvatore Primerano. Le accuse nei loro confronti sono, a vario titolo, associazione per delinquere, truffa, turbativa d'asta e falso. Tra le gare che gli indagati sono accusati di aver turbato, ce ne sono anche alcune relative ad alcune consulenze legali per l'Expo 2015. A dare il via alle indagini, nel gennaio del 2011, era stata la denuncia di un imprenditore escluso da una gara. Rognoni, secondo il gip Andrea Ghinetti che firmò l'ordinanza di arresto, sarebbe stato il «capo, promotore e organizzatore del sodalizio», mentre Perez è invece indicato come «organizzatore del sodalizio».
Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, è il punto di collegamento con un'altra inchiesta della procura di Milano, con al centro una presunta «cupola degli appalti» in Lombardia, che avrebbe influito su alcune gare per Expo e sanità.
Dopo essere stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare il 20 marzo scorso, infatti, l'ex manager della società controllata dalla Regione Lombardia, è stato uno dei destinatari di un'altra ordinanza di custodia cautelare, inviata in tutto a sette persone l'8 maggio scorso, e che riguarda, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, nonchè rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio. Questa seconda inchiesta è stata condotta dai pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, sotto il coordinamento di Ilda Boccassini. Tra le gare ritenute pilotate, in modo da essere aggiudicate sistematicamente a una «ristretta cerchia di professionisti», bypassando, per l'accusa, la legge, i principi di trasparenza e i criteri del minor aggravio di spesa per gli enti pubblici, c'è anche quella di assistenza legale e tecnica per il maxi-appalto di Expo, ovvero quello per la realizzazione della Piastra.

Aggiornamento del 26 novembre 2018
Successivamente, in data 8 maggio 2018, il procedimento nei confronti dell'Avv. Giorgia Romitelli si è concluso, in primo grado, con la sentenza del Tribunale di Milano che l'ha condannata ad un anno di reclusione per due dei reati contestatile, quelli di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente da parte della P.A., quale privata beneficiaria, in qualità di socia dello Studio Legale DLA Piper. L'ha, invece, assolta dal più grave reato di associazione per delinquere, pure contestatole, in concorso con altri imputati ed ha dichiarato prescritto il reato di falso.