Economia

Sotto la Mole il cuore italiano di Gm

  • Abbonati
  • Accedi
Lavoro

Sotto la Mole il cuore italiano di Gm

ECCELLENZA TRICOLORE

Neumann, presidente

di Opel: «Colpiti dal livello

di qualità e competenza»

L’ad Antonioli: «Assumiamo cervelli e attraiamo capitali»

TORINO

«Presidente Renzi, in Italia è presente più di una casa automobilistica….». Il presidente di Opel, Karl Thomas Neumann chiude con una battuta i suoi onori di casa al premier, ieri ospite del Centro di ingegneria e sviluppo di General Motors Powertrain di Torino. Renzi è in arrivo (in ritardo di mezz'ora sulla tabella di marcia) da Mirafiori, ma in fondo il premier riserva un trattamento da par condicio che ai dipendenti di Gm suona come il loro definitivo riconoscimento, proprio a 10 anni dal divorzio da Fiat e dalla scelta di rimanere a Torino per fare ricerca sui motori diesel.

Una scommessa, allora. Una realtà, oggi: i 60 tecnici del 2005 sono diventati 650, l’età media è di 35 anni e l’81% ha una laurea in tasca. Nella maggior parte dei casi conseguita al di là della strada, cioè al Politecnico di Torino: perché è qui, nel campus sorto sulle ceneri delle officine ferroviarie, che dal 2008 ha preso casa il centro ricerche su cui Gm ha investito 60 milioni e che restituisce all’indotto 180 milioni l’anno, secondo le cifre snocciolate dall’ad, Pierpaolo Antonioli, a Matteo Renzi.

«Il nostro centro di ricerca – sottolinea ancora Antonioli – ha la responsabilità globale per il gruppo Gm sui motori diesel e le centraline elettriche», non a caso è allo stesso livello d’importanza di due siti storici, quello americano di Pontiac e quello di Ruesselsheim, in Germania. «Siamo un centro globale, assumiamo 50 persone l’anno, fabbrichiamo cervelli e attraiamo capitali», scandisce l’ad: «Questo è il nostro dna, che potevamo costruire solo qui a Torino». Parole che possono suonare scontate finché dette da un italiano, ma il presidente di Opel, Neumann, riprende e sottoscrive: «Da subito siamo rimasti favorevolmente colpiti dal livello di qualità e competenza delle nostre persone qui a Torino e in Italia. E questo naturalmente ha resto molto più facile la nostra decisione di investire nei quattro nuovi banchi di prova e di assumere altri ingegneri per i progetti di sviluppo dei nuovi motori».

Qui si lavora sulla potenza ma anche su rumori e consumi, non a caso è targato Torino il nuovo motore “whisper diesel”, «che contribuirà a farci guadagnare una notevole reputazione nell’ambito della moderna tecnologia diesel», aggiunge Neumann. Curiosa combinazione, mentre a Torino si parlava di motori ieri in Irlanda sulle strade attorno a Dublino, Opel dava una dimostrazione pratica di quanto sia stato (e sarà sempre più) importante il “saper fare” degli ingegneri italiani che lavorano in Piemonte per Gm, con le prove di Mokka e Insignia equipaggiate con i motori pensati a Torino (il 1.6 CDTI Euro 6 da 136 cavalli e il 2.0 CDTI Euro 6 da 170), due auto tedesche il cui cuore è però indiscutibilmente italiano.

Incassato un gradito endorsement («Vediamo con favore i progetti di riforma economica e istituzionale volti a migliorare la situazione generale dell’Italia e ad attirare nuovi investimenti», ha detto Neumann), Renzi se ne va con una battuta – «Da 600 dovete diventare 6mila, organizzatevi» – ma prima di lasciare il centro ricerche per il Politecnico parla di industria («Il nostro governo è felice di avere aziende storiche, ma è contento di accoglierne di nuove»), talenti e creatività, «per cui serve un po’ di sana follia». Come quella che ha forse avuto Umberto Palermo, ultimo a incontrare il premier prima della sua partenza per Roma: il designer torinese, titolare della Up Design, gli ha consegnato le chiavi della concept car sportiva da lui creata, la Mole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE PERFORMANCE

60 milioni

L’investimento

Dal 2008 il gruppo Gm ha investito 60 milioni nel centro di ricerca creato all’interno del Politecnico di Torino

650

I tecnici impiegati

Crescita esponenziale per i tecnici specializzati impiegati a Torino da Gm. Sono più che decuplicati rispetto ai 60 iniziali del 2005

81%

La quota di laureati

Nell’ambito del centro ricerca Gm , i quattro quinti degli addetti impiegati ha una laurea in tasca che, nella maggior parte dei casi, è stata conseguita appena al di là della strada, vale a dire al Politecnico di Torino

35 anni

L’età media

Molto bassa l’età media dei 650 tecnici assunti da Gm: appena 35 anni

50

Le assunzioni all’anno

I vertici di Gm hanno sottolineato come il centro ricerca assuma 50 persone all’anno