Economia

Ilva di Taranto: i trasportatori tolgono il blocco dopo 40 giorni di assedio

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SIDERURGIA

Ilva di Taranto: i trasportatori tolgono il blocco dopo 40 giorni di assedio

Assedio finito. Stanno andando via con i loro Tir i trasportatori che per 40 giorni hanno bloccato la portineria C dell’Ilva di Taranto impedendo l’uscita delle merci e consentendo solo l’ingresso di quelle strettamente necessarie alla produzione. Via libera, quindi, al transito dei materiali, tant’è che alcuni trasportatori hanno già caricato le prime forniture per portarle a destinazione. Stamattina l’assemblea ha accettato l’accordo firmato ieri a Roma dai rappresentanti locali del trasporto con i commissari straordinari dell’Ilva, Gnudi, Carrubba e Laghi. Agli operatori tarantini va bene il fatto di prendere il 20 per cento in meno di acconto sulle nuove commesse da parte dell’azienda in cambio di ricevere qualcosa in più sui crediti pregressi. Infatti, mentre con le organizzazioni nazionali l’Ilva, mercoledì scorso, ha pattuito di versare un anticipo dell’80 per cento saldando il restante 20 un mese dopo, per i tarantini, invece, l’acconto sarà del 60 per cento con la restante quota pagata sempre entro 30 giorni. L’anticipo dell’80 e del 60 sarà erogato sino a fine agosto. Primo pagamento il 15 marzo.

Ieri l’Ilva ha cercato di firmare con i locali lo stesso accordo raggiunto con i nazionali, ma i trasportatori di Taranto hanno chiesto e ottenuto che venisse riservata loro più attenzione sul pregresso che ammonta a circa 15 milioni di euro. «Il percorso che ci porterà a incassare i crediti maturati con l’Ilva lo dobbiamo costruire. Non abbiamo definito le modalità specifiche - commenta Antonio Merico, del consorzio jonico autotrasportatori affiliato a Confindustria Taranto -. Diciamo che c’è l’impegno morale dei commissari dell’azienda di venirci incontro nella misura più ampia possibile per quanto attiene il pregresso. A loro è stato sottolineato che quella liquidità è di vitale importanza per molte nostre piccole e piccolissime imprese. Senza quei soldi, tante realtà rischiano infatti di chiudere e l’acconto dell’Ilva sui nuovi lavori, pur importante, non ci avrebbe consentito di restare in attività».

I commissari dell’Ilva si sono impegnati a pagare a rate i crediti vantati da tutte le pmi che hanno lavorato con l’Ilva nel risanamento ambientale degli impianti e nella continuità produttiva degli stessi. Rientra anche il trasporto. Queste pmi beneficeranno della prededuzione per la parte precedente all’amministrazione straordinaria cominciata il 21 gennaio. Lo prevede il decreto legge in fase di conversione - martedì il voto finale della Camera - e i commissari presenteranno al giudice delegato alla procedura dell’amministrazione straordinaria un piano di riparto. Dall’accordo dissente invece Fiap Trasportounito che così commenta: «L’intesa raggiunta con i commissari straordinari dell’Ilva, pur comprendendo le difficoltà oggettive della vertenza, è assolutamente sconveniente per le imprese di autotrasporto che da oltre un mese hanno dovuto interrompere le loro attività». Fiap Trasportounito annuncia «azioni di carattere legale nelle competenti sedi giurisdizionali nazionali e comunitarie».

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