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La Regione in pressing sul governo

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Industria

La Regione in pressing sul governo

  • –Sara Monaci

IL DOPO EVENTO

La società Arexpo, proprietaria dei terreni,

aprirà un bando per l’advisor,

come chiesto dall’Anac.

Durerà un solo mese

MILANO

Ancora un tira e molla per le risorse finanziarie di Expo. Dopo il pressing del Comune di Milano sul governo per ottenere un maggiore sostegno durante il semestre dell’esposizione universale, ora anche la Regione Lombardia è pronta a chiedere a Palazzo Chigi 25 milioni aggiuntivi per il trasporto ferroviario extraregionale. Non tanto quello, precisa il governatore Roberto Maroni, finalizzato a intensificare i treni tra una provincia e l’altra, perché in questo caso «se pure con fatica, la Regione riuscirà da sola». Si tratta invece «di rafforzare il collegamento su ferro da Piacenza a Milano, servizio peraltro richiesto anche dal presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini».

Quest’iniziativa è stata già discussa e proposta giorni fa dalla Regione Emilia-Romagna e dagli industriali piacentini. Ora anche Maroni se ne fa portatore. «Avremmo bisogno di 25 milioni da parte dello Stato, senza i quali è oggettivamente impossibile intensificare il servizio», spiega Maroni. I due presidenti delle Regioni Lombardia e Emilia-Romagna ne parleranno giovedì durante un incontro.

Questa cifra si aggiunge a quella che già chiede il Comune di Milano, che ha già ottenuto dal governo 60 milioni per migliorare trasporti, gestione rifiuti e sicurezza ma che è ben lontano dall’aver intascato la cifra intera che chiede da un anno. Si parlava inizialmente di 114 milioni, poi la legge di stabilità ne ha concessi 50, e successivamente se ne sono aggiunti altri dieci. Ora i vertici comunali puntano ad averne almeno altri 20, cercando poi di far fronte da solo alle spese extra necessarie per l’anno dell’Expo. Ma per il momento, nonostante il pressing da Palazzo Marino su Palazzo Chigi, non sono previsti ulteriori aiuti. Anche perché il governo, da parte sua, dice di aver già sostenuto uno sforzo aggiuntivo non preventivato: sostituirsi alla Provincia di Milano nell’azionariato della società Expo, versando al suo posto 10 milioni.

Il Comune di Milano, intanto, ha già messo in conto una spesa di 48 milioni aggiuntivi per l’evento universale, di cui 17 milioni per il tpl, 14 per i servizi ambientali, decoro urbano e sicurezza e altri 17 per compensare il taglio regionale agli stessi trasporti.

Quest’ultima voce, in particolare, fa pensare al gioco delle tre carte: Maroni dice di riuscire fronteggiare con risorse proprie, nell’anno dell’Expo, le maggiori esigenze delle ferrovie regionali, ma al tempo stesso taglia 17 milioni al Comune di Milano proprio alla voce trasporti. Sostenendo però che tali tagli sono a loro volta conseguenza di altri tagli, quelli imposti da Roma. Insomma, la coperta è sempre troppo corta.

Ieri il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, dopo un sopralluogo con i vertici regionali nel sito espositivo, ha illustrato la situazione: «Stiamo lavorando con 4.200 persone ai cantieri, su due turni lunghi, quindi in sostanza 20 ore su 24 per 6 giorni alla settimana, mentre la domenica c’è un turno ridotto. Quindi le opere procedono senza stop». A questo punto, a livello di padiglioni, sono solo due a destare preoccupazioni su possibili ritardi rispetto all’apertura dell’evento, il primo maggio 2015. Si tratta dell’Ecuador e della Turchia.

Per quanto riguarda le aree da valorizzare nel dopo-Expo, ier la società Arexpo, proprietaria dei terreni, ha deciso di adeguarsi alle richieste dell’Anac, aprendo un bando per trovare un advisor (rinunciando quindi all’incarico dato alle università Statale e Politecnico). Sarà una gara di un mese. Poi, ha detto il presidente Luciano Pilotti, «in due mesi il soggetto individuato ci darà le ipotesi».

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