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I porti del Lazio cambiano rotta

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Industria

I porti del Lazio cambiano rotta

  • –Raoul de Forcade

Unindustria, l’associazione delle imprese di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, scende in campo per lo sviluppo dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e si appresta a presentare e appoggiare (nel corso di un incontro pubblico, domani a Roma, intitolato Economia del mare: un nuovo progetto di sviluppo per il Lazio) un piano per la realizzazione di opere, alcune già avviate, che prevede, tra l’altro, l’ampliamento dello scalo crocieristico, la costruzione di un nuovo terminal container nel porto di Civitavecchia, la realizzazione di un’area franca nel retroporto, l’avvio di un distripark e di nuovi collegamenti ferroviari. E poi un nuovo porto commerciale a Fiumicino nonché interventi di ingrandimento della banchina e dragaggi per lo scalo di Gaeta. Tutte opere che Unindustria, sotto la guida del presidente Maurizio Stirpe, ha sostenuto, anche a livello governativo e collaborando sia con l’Autorità portuale di Civitavecchia guidata da Pasqualino Monti, sia con la Regione Lazio.

Uno sforzo che ha consentito la realizzazione, nell’ultimo triennio, di opere per 177,67 milioni. Mentre sono in corso di esecuzione interventi per altri 177,95 milioni e sono in fase avanzata di progettazione infrastrutture per 949,27 milioni, per un totale di oltre 1,3 miliardi.

L’unione degli industriali, spiega Stefano Cenci, rappresentante di Unindustria nel comitato tecnico dell’Autorità portuale, «ha seguito l’impostazione del progetto complessivo degli ampliamenti dei tre porti, portando idee e contributi. Perché crediamo che quell’area abbia potenzialità enormi. Non a caso abbiamo aperto a Civitavecchia una sede dell’associazione per presidiare le esigenze delle imprese sul territorio».

Partendo proprio da Civitavecchia, è prevista la realizzazione di un nuovo terminal crociere che dovrebbe essere pronto per la prossima stagione, Nel 2015 il porto dovrebbe totalizzare tra i 2,2 e i 2,3 milioni di passeggeri, confermandosi il primo scalo crocieristico italiano. Ma è anche sulle merci che si appunta l’attenzione di Unindustria. In particolare sulla realizzazione del nuovo terminal container, cardine della cosiddetta Piattaforma Lazio, che intende creare un unico sistema regionale di collegamento tra e i i territori retrostanti. La fase realizzativa del terminal container, spiega Cenci, «è stata avviata». E prevede che la banchina possa accogliere navi da 18mila teu (container da 20 piedi). L’impegno complessivo dell’opera, che consentirà la movimentazione di oltre un milione di teu l’anno, è previsto in 586 milioni, dei quali circa 386 a carico del privato, la Compagnia porto di Civitavecchia spa, costituita da Gavio (65%), Enel spa (25%)e Ludoil srl (10%).

Inoltre la Regione Lazio ha approvato l’istituzione di una zona franca aperta nelle aree portuali e retroportuali di Civitavecchia. «La sua realizzazione – afferma Cenci – è fondamentale anche per la creazione di nuove aree produttive o di un distripark (tra Civitavecchia e Tarquinia, ndr)». A servizio di questo sistema sono previsti collegamenti ferroviari. Nel contratto di programma Stato -Rfi per il 2012-2016 è incluso un finanziamento di 120 milioni che comprende, tra l’altro, la connessione della linea tirrenica con l’aeroporto di Fiumicino e quella del porto di Fiumicino alla rete nazionale. Inoltre si vorrebbe migliorare il collegamento Civitavecchia–San Pietro, per portare i crocieristi dallo scalo alla capitale.

Per Fiumicino, sono stati chiesti 165 milioni alla Bei, per la realizzazione del primo stralcio di un nuovo porto commerciale per passeggeri e raghetti ro-ro. Infine ,per Gaeta, il piano prevede un investimento di 33 milioni per portare i fondali da – 10 a – 12 metri e raddoppiare la banchina commerciale.

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