Economia

Consorzio Casalasco: il pomodoro italiano è sempre più…

  • Abbonati
  • Accedi
AGROALIMENTARE

Consorzio Casalasco: il pomodoro italiano è sempre più «verde»

  • –di C. A. F.

L’Italia è uno tra i primi produttori al mondo di pomodoro da industria, e sviluppa un volume d’affari di circa tre miliardi di euro, di cui oltre il 56% è destinato all’export. Numeri da settore della meccanica hi-tech, quasi, dove i ricavi generati oltreconfine superano abbondantemente il 50% e in alcuni casi raggiungono anche il 90% del totale. Invece parliamo dell’agroalimentare e di una filiera che che vede il Paese protagonista.

Poteva, a questo punto, il pomodoro tricolore mancare all’Expo? No. E infatti, portabandiera della filiera è il Consorzio Casalasco, gruppo con un fatturato di oltre 200 milioni di euro, che associa più di 300 aziende agricole tra le province di Parma, Piacenza, Cremona e Mantova, dove vengono coltivati a pomodoro circa 4.500 ettari di terreno per una produzione complessiva di 350mila tonnellate di pomodoro fresco. Il Consorzio è all’interno dell’area Coldiretti del Padiglione Italia e, con il brand Pomì, partecipa all’Albero della Vita.

Il pomodoro italiano, e la passata (di cui il 60% circa di quella prodotta dal Consorzio) prende la strada dell’estero, si colora intanto sempre più di... “verde”. Nel senso di sostenibilità. Anche con l’aiuto hi-tech. Come era stato anticipato dal Sole24Ore nelle coltivazioni delle 300 aziende associate al Consorzio Casalasco rivestono sempre più importanza macchinari guidati con il Gps e addirittura droni. Questi ultimi, ad esempio, controllando le colture dall’alto, attraverso software sofisticati consentono di ripartire in ogni area la corretta quantità di acqua e sostanze nutritive, con influenze positive su qualità del raccolto, sul risparmio d’acqua, e sui costi. È uno dei fronti green portati avanti dal gruppo emiliano-lombardo, le cui confezioni (i brick di Pomì) sono certificate con il marchio Fsc (Forest Stewardship Council) che identifica la carta proveniente da foreste gestite secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Il Consorzio, aderendo al progetto del ministero dell’Ambiente, definisce la propria carbon footprint dell’intero ciclo di vita del prodotto e partecipa al mercato volontario per la compensazione della CO2 emessa, sostenendo un importante progetto di efficienza energetica per le comunità rurali del Siaya County: Cookstove for Kenya.

© Riproduzione riservata