Economia

In Abruzzo via libera al giacimento di Ombrina

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In Abruzzo via libera al giacimento di Ombrina

I ministri dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e dei Beni culturali, Dario Franceschini, hanno firmato il decreto che dà il via libera all’utilizzo del giacimento italiano di petrolio Ombrina Mare, in Adriatico al largo della costa abruzzese.

Il giacimento è contestatissimo dai comitati nimby, i quali temono che la piattaforma possa arrecare danni gravissimi all’Abruzzo. Non si contano le manifestazioni contrarie all’utilizzo di quella risorsa nazionale. Per questo motivo sono già stati annunciati ricorsi al Tar contro il decreto di via libera.

Nei mari italiani, che sono di competenza dello Stato e non degli enti locali di terraferma, da decenni estraggono greggio e metano più di cento piattaforme, gran parte delle quali sono in Adriatico, soprattutto davanti all’Emilia-Romagna.

Ha chiesto di usare il giacimento Ombrina, dietro il pagamento di royalty allo Stato e alla Regione Abruzzo in misura pari alle quantità estratte, la compagnia petrolifera londinese Rockhopper, già Medoil. La prima domanda di utilizzo della risorsa è di sei anni fa, ma il giacimento era già stato individuato e poi tralasciato molti anni prima dall’Eni.

In particolare il decreto di Via (Valutazione di impatto ambientale) è un documento di 53 pagine che prevede anche la più complessa ed esigente Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Il ministero dell’Ambiente, per la parte ecologica, e i Beni culturali, che hanno competenza sul paesaggio, hanno raccolto i pareri di enti, organismi tecnici e scientifici e istituzioni, ma anche le osservazioni di cittadini e associazioni. Alla fine della procedura, durante la quale sono state chieste 580 precisazioni, i due ministeri hanno espresso parere positivo all’opera a patto che rispetti una lunga serie di impegni aggiuntivi sulla tutela dell’ambiente, sulla sicurezza e sui controlli.

Sergio Morandi, amministratore delegato della Rockhopper Italia, è soddisfatto: «Personalmente non ho mai avuto dubbi in merito a tale esito in quanto sono stato sempre convinto dell’ottimo lavoro svolto dai tecnici della nostra azienda e della professionalità degli esperti del ministero che ne hanno valutato con estrema attenzione la compatibilità ambientale», dice.

Di parere opposto i comitati nimby abruzzesi e anche la Regione. Per esempio l’assessore abruzzese all’Ambiente, Mario Mazzocca, commenta: «Fin da subito studiamo il doveroso ricorso al Tar avverso il detto atto governativo». E aggiunge: «Questa Regione, si batterà fino in fondo. E venderà cara la propria pelle». Uno dei comitati nimby, il Forum Acque, protesta che il via libera «sferra un attacco finale alla qualità del mare Adriatico».