Economia

Dossier Cuba e Angola nei programmi di Catta 27

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    Dossier | N. 28 articoliExpo 2015 e le imprese

    Cuba e Angola nei programmi di Catta 27

    Cercava distributori in Paesi lontani, grazie ad Expo sta sviluppando rapporti di collaborazione per l'organizzazione di una rete di vendita in Giappone, Brasile, Indonesia, Emirati Arabi. «La partecipazione all'interno del padiglione Cibus è Italia ci sta offrendo grandi opportunità di crescita anche sul piano dei rapporti con le istituzioni», dice Alessia Cocchi, amministratore delegato di Catta 27, azienda di Zola Predosa, nel Bolognese, che produce impianti industriali per gelato e dessert: da qui escono macchine destinate all'industria europea, al Sudamerica, all'Africa, agli Stati Uniti, all'Asia.

    Tra i suoi clienti figurano grandi nomi: Sammontana, Nestlè, Ferrero, Unilever. E l'azienda è abituata da sempre a confrontarsi a livello globale, con le esportazioni che valgono l'85% del fatturato (10 milioni di euro nel 2014), con impianti ad altissima velocità di produzione e con la leadership che le deriva dall'essere tra le sei imprese del settore nel mondo. Si è guadagnata trenta metri quadrati espositivi nel padiglione allestito da Federalimentare e Cibus (Fiere di Parma) con un progetto di filiera che ha messo insieme nove aziende (gelato, dessert, bakery), fondando Italian Tech Team, il cui collante è l'innovazione tecnologica: una idea che si basa sul trasferimento dei saperi e delle competenze a quei Paesi dove il deficit di sviluppo compromette anche la qualità del cibo e della nutrizione.

    «Da mesi – prosegue Cocchi - stiamo lavorando senza sosta. Abbiamo incontrato 20 delegazioni straniere provenienti dal Brasile, dall'Europa, dalla Russia, dall'Australia, dal Giappone, dagli Usa. Sono stati organizzati all'interno del nostro padiglione duemila incontri b2b e altrettanti ce ne aspettiamo in settembre e in ottobre». Nello stabilimento di Zola Predosa Catta 27 occupa 43 persone e continua ad assumere. È piccola ma ha una storica dimensione internazionale – si avventurò in Cina da pioniera nel 1991 – che le ha permesso di sottrarsi a sette anni di crisi e di continuare a espandersi oltreconfine. L'esposizione universale le ha consentito anche di sviluppare i nuovi rapporti istituzionali anche a livello internazionale. «Su questo fronte – ammette Cocchi – eravamo ancora deboli».

    Invece ora Cuba è diventato uno sbocco dalle grandi potenzialità, grazie all'incontro con una delegazione del Paese guidata dal vice ministro per il Commercio. A sua volta l'Angola potrebbe essere una nuova frontiera: «Stiamo lavorando per portare in Italia una delegazione del Paese africano, la cui economia è in crescita. Le opportunità offerte dall'esposizione sono illimitate. Se c'è una carenza questa riguarda il coordinamento tra i vari padiglioni espositivi, cosa che comporta uno sforzo maggiore, con nostre risorse, per l'organizzazione degli incontri b2b».

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