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Il rigore di Bruxelles e le colpe dell’Italia

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Industria

Il rigore di Bruxelles e le colpe dell’Italia

Siamo maestri nel non farci mai mancare nulla. Il caso “xylella” rischia di arricchirsi di un ulteriore carico di problemi, come se non bastassero il danno economico e quello sulle qualità delle produzioni italiane di olio di oliva.

L'Unione europea - con la messa in mora dell'Italia - ha avviato l'iter per una procedura di infrazione: l'accusa delle autorità sanitarie di Bruxelles? Quella di non avere adempiuto alla lettera alle misure concordate per il contenimento e l'eradicazione del batterio che ha provocato il disseccamento di migliaia di olivi nel Salento in Puglia. È la solita bacchettata dell'Euroburocrazia contro il nostro Paese? È un'altra rampogna di Bruxelles contro i nostri coltivatori, dopo quelle ben più pesanti delle multe sulle quote latte?

Non proprio. All'insorgere dell'infezione le autorità italiane hanno messo in atto una serie di misure sanitarie contenitive del patogeno, ma l'Unione europea pretese una radicale lotta con l'espianto di tutte le piante malate e di quelle vicine per un raggio di un centinaio di metri. E qui cominciarono i molti contenziosi che hanno inceppato l'azione del commissario ministeriale, Giuseppe Silletti. Il meccanismo è sempre quello rituale: bloccare tutto affinchè la posta degli indennizzi venga alzata al massimo. Ecco quindi le centinaia di ricorsi contro gli abbattimenti. Tanto che non più tardi della fine di ottobre, lo stesso commissario ministeriale si è visto costretto a lanciare un ultimatum: «Ci sono tremila piante da abbatere subito, o i coltivatori collaborano, o dovremo agire d'imperio».

Per chi aderisce al programma di abbattimento sono previste misure di indennizzo tra 98 e 146 euro per pianta, più altri interventi collaterali. Tutto ciò però non basta ai diversi comitati di coltivatori che si sono via a via organizzati. Il fatto più grave di questa storia che si sta avvitando su se stessa è che la diffusione d xylella, anzichè regredire, si sta radicando sempre di più. Ecco perchè l'Unione europea ha deciso di intervenire, mentre l'Italia fa la sua ennesima figuraccia nei rapporti agricoli con Bruxelles.

E come se non bastasse, nell'ultimo mese l'olio extravergine made in Italy ha dovuto affrontare non poche accuse dopo alcuni casi di frode e sofisticazione accertati dai Carabinieri dei Nas e della Guardia forestale, e che hanno coinvolto anche marchi famosi a livello internazionale. La campagna olivicola che si annuncia come la riscossa della qualità e della quantità dopo il misero raccolto dello scorso anno, ora corre il pericolo di essere ricordata come quella delle brutte figure.

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