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Così la scienza contesta il Parlamento

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Lavoro

Così la scienza contesta il Parlamento

  • –Jacopo Giliberto

Gli scienziati confermano. Gli stoccaggi di metano potrebbero essere bloccati da un giorno all’altro. Colpa della sindrome nimby (l’opposizione locale alle nuove realizzazioni) che — complici l’emotività, la scarsa competenza e la disattenzione del Parlamento — è entrata nella Legge di Stabilità.

Per la paura che nel Modenese potesse essere realizzato uno stoccaggio di metano mai nemmeno autorizzato, nella legge è stato inserito un comma quasi invisibile: «Ritenere precluse le attività di stoccaggio di gas naturale in acquiferi profondi». Secondo il senatore Stefano Vaccari del Pd emiliano, «l’emendamento che io stesso ho presentato» vuole impedire che venga realizzato quel progetto «dal momento che depositi di questa natura — precisa il parlamentare — non esistono sul nostro territorio».

Una ricerca realizzata da scienziati eminenti (tra i quali Enzo Boschi e Fedora Quattrocchi), ricerca che è in via di pubblicazione su riviste scientifiche, afferma che gli stoccaggi di gas in Italia e nel mondo sono in presenza di quegli “acquiferi profondi” appena vietati dalla Legge di Stabilità.

Tranne i pochi casi di serbatoi di metano realizzati scavando nel salgemma (ce n’è qualcuno per esempio in Germania), negli altri casi insieme al gas c’è sempre l’acqua. Il metano e l’acqua sempre si contendono lo spazio nelle rocce o nelle sabbie che impregnano. Lo conferma — dice la ricerca scientifica — il caso dei giacimenti italiani vuotati dal gas e non ancora riutilizzati come stoccaggio: l’acqua «negli anni di inattività va ad occupare lo spazio lasciato libero dal gas estratto».

In altre parole, «sia che non ci sia mai stato gas prima (modalità quindi “acquifero profondo”), o che ci si trovi alla fine della vita produttiva di un giacimento di gas (modalità “giacimento depleto”), la situazione è la medesima, cioè la roccia serbatoio è (o è tornata ad essere) pur sempre un acquifero profondo». E cioè da quasi due mesi in Italia gli stoccaggi di gas sono «preclusi», come dice la legge.

La relazione degli scienziati dice che «attualmente sono in funzione al mondo circa 630 siti di stoccaggio, di cui circa 117 in Europa e circa 394 negli Stati Uniti, utilizzando tecniche diverse».

I serbatoi di gas più diffusi nel mondo sono in giacimenti vuoti (il 75%) e in “acquiferi profondi” (14%). In Europa, la percentuale degli acquiferi profondi sale al 20% e in Francia sono addirittura l’80%.

«È arbitrario distinguere, all’interno della categoria dello stoccaggio gas in roccia naturalmente porosa — conclude lo studio scientifico — lo stoccaggio in giacimento depleto e in acquifero profondo».

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