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La nautica cresce più del previsto

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La nautica cresce più del previsto

(LaPresse)
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È cresciuto più del previsto il mercato italiano della nautica. Nel 2015 il comparto ha segnato un +17,1% quanto a fatturato globale, rispetto all’anno precedente. I dati arrivano da Ucina, la Confindustria nautica, che, spiega Marina Stella, direttore generale dell’associazione, registra «un dato nettamente migliorativo rispetto alle prudenti ipotesi previsionali del nostro ufficio studi, che la scorsa primavera aveva stimato una crescita intorno al 12%».

Insomma, la nautica cresce più di quanto preventivato e il trend non si è fermato all’anno scorso visto che, come evidenziato dal Sole 24 Ore a fine luglio, i ricavi del settore (cantieristica, accessori e motori) risultano in aumento del 7,5% anche nell’anno nautico in corso (il dato è attinente al periodo settembre 2015 - maggio 2016). «La tendenza alla crescita – prosegue la Stella - è testimoniata anche dall’analisi realizzata da Fondazione Edison, presieduta da Marco Fortis, che da quest’anno è partner scientifico dell’annuale report Nautica in cifre, il compendio statistico realizzato da oltre vent’anni da Ucina e, dal 2014, fornitore di dati del ministero delle Infrastrutture e trasporti».

LA CLASSIFICA
Primi dieci Paesi esportatori mondiali nella cantieristica nautica nel 2015. Dati in % (Fonte: elaborazione Fondazione Edison su dati ITC - UM Comtrade)

Dallo studio, sottolinea ancora la Stella, «emerge come l’Italia mantenga la leadership mondiale nella somma dei segmenti della filiera della cantieristica, con il 16,3% di quota export». Seguono i Paesi Bassi (15,1%), gli Usa (12,6%), la Germania (11,6%), la Francia (10,8%), il Regno Unito (7,2%), la Polonia (3%). In coda, fermi al 2,6% ciascuno, ci sono il Messico, il Canada e la Cina.

Del resto, prosegue il direttore di Ucina, «dall’analisi si profila un importante indicatore relativo al commercio con l’estero: il Paese si conferma protagonista indiscusso, a livello mondiale, detenendo il primato, in termini di export, delle unità da diporto entrobordo per l’anno 2015 con una quota del 23,7%, prima di Paesi Bassi (19,6%) e Germania (15,9%)».

Sembrano volgere al termine, dunque, gli anni difficili di crisi e di stasi del comparto nautico, duramente colpito prima dalla crisi economica e poi dalla tassa di stazionamento inventata dal Governo Monti. Nel 2007, subito prima della crisi, il fatturato globale della nautica italiana era a quota 6,2 miliardi. Crollato a 3,2 miliardi nel 2011, con il profilarsi della tassa Monti è sceso fino a 2,5 miliardi nel 2012, toccando il minimo storico di 2,43 miliardi l’anno successivo. Poi, afferma la Stella, «dopo una serie di provvedimenti del Governo messi a punto anche sulla base delle richieste di Ucina», il fatturato ha ricominciato a salire con i 2,48 miliardi del 2014 e i quasi 2,9 miliardi raggiunti nel 2015. Tra i provvedimenti più importanti per il settore ci sono la conferma dell’Iva al 10% per i marina resort, le semplificazioni messe a punto per i mega-yacht, la riforma del codice della navigazione, le agevolazioni previste dall’agenzia delle Entrate, tra le quali la cancellazione del nulla osta per le vendite all’estero. E poi i contributi all’export e al Salone di Genova arrivati dal ministero dello Sviluppo economico.

I segnali positivi per la nautica italiana arrivano in un momento particolare: a due settimane dall’apertura del Nautico di Genova e alla vigilia dell’avvio del Cannes yachting festival, il boat show francese che si apre oggi e proseguirà fino all’11 settembre. Un salone, quest’ultimo, che si è posto, negli ultimi anni, sempre più in concorrenza con la kermesse genovese. «Rispetto al boat show francese, però – afferma la Stella – Genova ha una maggiore completezza dell’offerta: oltre ai cantieri, infatti, all’esposizione del capoluogo ligure ci sono la componentistica, i motori, i servizi. Inoltre, con i suoi 56 anni di storia, il Nautico è un motore di sviluppo del settore, con un positivo effetto trainante evidenziato anche dai dati di Assilea, che evidenziano un +50% dei contratti stipulati a chiusura del salone 2015».

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