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Dossier La luce nuova piattaforma per i dati

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    Dossier | N. 18 articoliAuto aziendali e mobilità business: ecco tutte le nuove tendenze e le dinamiche del mercato

    La luce nuova piattaforma per i dati

    (AFG)
    (AFG)

    Se lo sviluppo dell’«Industria 4.0» italiana passa necessariamente attraverso la possibilità di connettere e far dialogare tra loro macchine, edifici, oggetti e persone, la luce potrà giocare un ruolo chiave per questo sviluppo, visto che sta assumendo sempre più le caratteristiche di infrastruttura in grado di trasmettere dati e informazioni.

    Lo sanno bene le aziende dell’illuminazione, che proprio sull’uso della luce come veicolo di informazioni stanno concentrando la progettazione e realizzazione di nuovi apparecchi e sistemi. E per questo il tema della luce e le misure per lo sviluppo e la regolamentazione del settore devono entrare nei nelle agende politiche e nei tavoli decisionali (regionali, nazionali ed europei) in cui si decide dello sviluppo infrastrutturale del Paese, come spiega il nuovo presidente di Assil (l’associazione aderente ad Anie, che rappresenta il 60% dell’illuminotecnica italiana), Massimiliano Guzzini.

    IL COMPARTO
    Le principali voci macroeconomiche del settore. Valori in mln e var% 2015/2014

    Una rivoluzione di questa portata – resa possibile dal’avvento delle sorgenti a Led e dei dispositivi digitali – ha un impatto enorme sulle migliaia di aziende che, fino a solo pochi anni fa, si “limitavano” a progettare e realizzare apparecchi o sistemi di illuminazione analogici. Oggi alle aziende servono fisici e ingegneri, oltre che designer e architetti. E come ogni rivoluzione apre praterie di opportunità, ma richiede anche ingenti investimenti, non sempre facili o possibili per le aziende del settore, in media piccole e piccolissime anche se molto competitive: in Europa, l’Italia è seconda solo alla Germania nell’illuminotecnica, con una produzione che nel 2015 ha raggiunto i 4,2 miliardi di valore, con una crescita del 4,2% rispetto al 2014, grazie soprattutto al traino dell’export.

    «Grazie alle nuove tecnologie Led, che vanno sempre più affinandosi, e attraverso l’integrazione tra apparecchi di illuminazione e digitalizzazione, la luce è destinata a giocare un ruolo sempre più importante nella società», fa notare Massimiliano Guzzini. È cruciale nel cosiddetto «Internet of Things», ovvero quell’insieme di sistemi che consentono agli oggetti di comunicare tra loro e con le persone, anche a distanza. Ma è anche un elemento di valorizzazione delle risorse artistiche e paesaggistiche del Paese (e dunque del turismo), oltre che un mezzo di innovazione e benessere sociale, attraverso il principio dello «Human Centric Light» secondo cui il fine ultimo di un progetto di illuminazione è migliorare il benessere e le prestazioni delle persone che lo utilizzano.

    Non è fantascienza: le tecnologie si stanno ancora perfezionando, ma le aziende sono già al lavoro e i primi sistemi progettati con queste funzionalità sono già sul mercato.

    Questa rivoluzione è destinata a cambiare non soltanto la produzione delle aziende, ma anche le alleanze e le sinergie per progettare e realizzare sistemi così complessi. Nel mondo dell’illuminazione si affacciano i big dell’elettronica interessati a offrire know-how tecnologico alle aziende della luce, e utilizzarne le competenze nel campo del design. Da una parte sensori, sistemi di comunicazione e connessione, strumenti di immagazzinamento dati. Dall’altra, apparecchi di illuminazione su cui tutto questo deve essere applicato coniugando funzionalità e design. Proprio quello che, ricorda Guzzini, rappresenta il valore aggiunto delle produzioni made in Italy.

    Ma per gli imprenditori cambia tutto e occorre fare in fretta. Per essere protagonisti in questo gioco sempre più complesso, servono competenze nuove e investimenti importanti, a cominciare dalle persone: imprenditori, lighting designer, fisici, elettronici e ingegneri dovranno sedersi tutti attorno allo stesso tavolo per dare vita a progetti di questa portata.

    «È fondamentale creare un ampio bacino di conoscenze all’interno del tessuto industriale – osserva Guzzini –: dobbiamo formare le nostre aziende e i nostri tecnici perché le competenze richieste per essere competitivi sono oggi sempre più numerose e complesse». Da qui, le collaborazioni avviate da Assil con Aidi (l’associazione dei professionisti della luce), con player internazionali come Cisco o Microsoft, e con centri di ricerca come il Cnr ed Enea. «Il gap con la Germania, il nostro principale competitor, non è tanto nei numeri – dice ancora il presidente di Assil – quanto nella base di professionisti preparati, che in Italia è ancora insufficiente. Alle aziende servono competenze nuove e architetti, ingegneri e lighting designer in grado di comprendere i tanti aspetti di questa rivoluzione».

    Il primo passo è dunque formare professionisti preparati dal punto di vista «normativo, tecnologico e tecnico», conclude Guzzini. L’obiettivo è creare un ecosistema culturale di aziende e persone capaci di competere nella sfida del digitale.

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