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Da start up a Srl in un’ora e senza costi. La sfida di Pesaro

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Da start up a Srl in un’ora e senza costi. La sfida di Pesaro

(Olycom)
(Olycom)

Un’ora di tempo e zero costi per trasformare una start up ad alto contenuto tecnologico in una srl a tutti gli effetti, completa di firma digitale e pec: prima nelle Marche, terza in Italia, la camera di commercio di Pesaro Urbino si proietta nel nuovo ruolo che la riforma affida agli enti camerali: «Saremo sempre più un riferimento anti burocrazia per le imprese, soprattutto quelle più innovative – ha spiegato il presidente Alberto Drudi –. Oggi siamo in grado di ridurre a un solo passaggio quella dozzina di stazioni che sono un peso invisibile per i neo imprenditori». «Questo è il nostro futuro – aggiunge –, la risposta a chi si chiede a cosa serviamo, perché abbiamo conoscenze specialistiche che la riforma non deve disperdere e professionalità che chiedono solo di essere valorizzate».

Il nuovo servizio attivato a Pesaro si chiama assistenza qualificata alle imprese (Aqi) e, in pratica, cancella il ruolo dei notai e fa risparmiare agli start upper «qualche migliaio di euro e diverse ore di attesa», ha sottolineato il segretario generale dell'ente camerale, Fabrizio Schiavoni.

In tre hanno già sperimentato con successo tempi e risultati del servizio: Meblabs di Fano, che opererà nell’ambito dei servizi su misura ad alto valore tecnologico, come ad esempio software specifici; Multioptic Drone di Gabicce Mare, che ha realizzato un servizio per la filiera agricola con l’utilizzo di un drone capace di acquisire immagini tecnografiche; Leafgreen di Urbino, che ha sviluppato un processo brevettato dedicato al settore della cosmesi.

A metà settembre, secondo la Fondazione Merloni, nelle Marche risultavano iscritte 295 start up innovative, pari al 5% del totale nazionale (erano 4,8% nel 2015): si tratta di una percentuale superiore al peso della regione sul totale nazionale, che segna una vivacità della regione, confermata anche da Aster, il consorzio per l’innovazione e la ricerca industriale, che la mette al terzo posto nazionale, dopo Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, per densità di imprese rispetto al numero di abitanti (una ogni 6.874).

Sulla filiera dell’alta qualità e dei servizi avanzati a supporto dei settori tradizionali ha scelto di investire anche la Regione Marche, che ha messo a disposizione 8 milioni di euro delle risorse complessive del Por Fesr 2014-2020 e sta per varare una serie di bandi, negli ambiti tecnologici previsti dalla strategia di smart specialisation: salute e benessere, domotica, meccatronica e manifattura sostenibile.

«La nascita e l’affermazione sul mercato di nuove imprese in ambiti strategici per lo sviluppo delle Marche – ha l’assessora regionale alle Attività produttive, Manuela Bora – rappresenta un elemento fondamentale per rinnovare e dinamicizzare il nostro tessuto produttivo, creando nuovi modelli che potrebbero essere replicati, anche per offrire alle nostre imprese tradizionali servizi ad alto valore aggiunto».

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