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Marocchino, 20 anni, senza fissa dimora l’uomo…

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Un anno dopo la strage a charlie hebdo

Tunisino, senza fissa dimora, l’uomo dell’attentato alla polizia. Aveva giurato fedeltà all’Isis

Era finta la cintura esplosiva indossata dall'uomo ucciso stamani davanti a un commissariato di polizia a Parigi. La finta veste, che l'uomo indossava sotto il giubbotto, era costituita da un marsupio con un cavo pendente; una fonte giudiziaria ha spiegato che «non conteneva esplosivo».

Nel giorno del primo anniversario degli attentati jihadisti contro Charlie Hebdo, Parigi vive comunque di nuovo l'incubo terrorismo. L’uomo è stato ucciso dinanzi a un commissariato al XVIII arrondissement di Goutte d'Or, un quartiere multietnico nella parte settentrionale della capitale, mentre tentava di aggredire un poliziotto: l'attentatore secondo fonti del ministero dell'Interno, aveva un coltello da macellaio e un dispositivo che, dalle prime risultanze, sembrava una cintura esplosiva; e prima di essere abbattuto, ha gridato «Allah è grande».

L’attentatore non era marocchino, come apparso in un primo momento, ma tunisino. La polizia e i servizi francesi brancolano ancora una volta nel buio per 24 ore, poi correggono il tiro. Non si tratta dunque del marocchino Sallah Alì ma del tunisino Tarek Belgacem. Un altro preoccupante segnale di inadeguatezza delle autorità francesi, dopo le polemiche per l'impreparazione dell'intelligence di fronte all'offensiva di un anno fa dei fratelli Kouachi contro Charlie Hebdo. Ribadita il 13 novembre, quando un intero commando ha fatto stragi a Parigi sotto la guida del ricercatissimo Abdelhamid Abaaoud, che gli 007 francesi credevano in Siria. «Il problema - ha spiegato all'Ansa una fonte vicina alle autorità francesi - è che le schedature degli individui a rischio di commettere azioni contro lo stato (detti “fiches S”) non hanno funzionato. In gran parte non sono risultate affidabili e oggi ci si ritrova con una trentina di persone ad alto rischio che non sono rintracciabili». Circa 10.000 schedati a forte rischio, 6.000 dei quali a “forte radicalizzazione islamica”, 30 introvabili: questo rende pessimista il presidente François Hollande (che ieri ha parlato di «minaccia spaventosa» che incombe sul Paese), il primo ministro, Manuel Valls, e il procuratore François Molins. Quest'ultimo alla domanda di un giornalista ha risposto di «non vedere motivi di ottimismo in una situazione che potrebbe continuare così per diversi anni».

Nella rivendicazione trovata dalla polizia, l'uomo giura fedeltà al leader dell'Isis, il califfo Abu Bakr al-Baghdadi e parla di «atto per vendicare i morti in Siria». Lo rivela BFM TV citando fonti investigative.Un foglio di carta con il disegno della bandiera dell'Isis e una rivendicazione scritta dell'attacco è stato trovato tra i suoi vestiti. «È stato trovato in possesso di un telefono cellulare e di un foglio di carta su cui era stampata la bandiera dell'Isis, oltre ad una inequivocabile rivendicazione scritta in lingua araba in cui e' visibile la scritta Daesh» (acronimo di Isis), si legge in un comunicato della procura. Indaga l'antiterrorismo.

L'uomo ha cercato di attaccare la polizia e fare irruzione nel commissariato del quartiere della Goutte d'Or a fine mattinata, intorno alle 12 ora locale. Una giornalista del New York Times, Anna Polonyi, ha messo on-line la foto della vittima e quello che sembra un robot per ispezionare la salma in cerca di esplosivo. Seconto Rtl, anche un poliziotto è rimasto ferito. Negli attimi convulsi dell'evento, gli abitanti della zona sono stati invitati a chiudere le finestre e tenersi lontani dai balconi.

Al momento è privilegiata la pista di un’azione terroristica da parte di un “lupo solitario”.
Le immagini che circolano sui social media mostrano un uomo in jeans, con una giacca grigia steso a terra, con le braccia lungo i fianchi, a pochi metri dall'ingresso della stazione di polizia.

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