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Grillo torna da Farage a nuove condizioni. Riunione a Bruxelles e pace fatta

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Grillo torna da Farage a nuove condizioni. Riunione a Bruxelles e pace fatta

Beppe Grillo e Nigel Farage (Ansa)
Beppe Grillo e Nigel Farage (Ansa)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – A meno di 24 ore dal tentativo fallito del Movimento Cinque Stelle di aderire al gruppo liberale del Parlamento europeo, il partito di Beppe Grillo ha raggiunto questo pomeriggio un accordo per rimanere nel gruppo euroscettico dominato dallo UK Independent Party di Nigel Farage. L'intesa giunge dopo che negli ultimi giorni i due leader si erano aspramente criticati a vicenda. Evidentemente, l'opportunità politica ha avuto la meglio.

«Sono contento di poter affermare che le eventuali differenze tra il M5S di Beppe Grillo e me stesso sono state risolte in modo amichevole», ha spiegato Farage in una dichiarazione trasmessa dal suo portavoce. «Dopo alcuni cambiamenti amministrativi, dalla settimana prossima a Strasburgo continueremo a lavorare insieme nel gruppo EFDD», che conta attualmente 44 deputati. L'acronimo inglese sta per l'Europa della Libertà e della Democrazia Diretta.

«La campagna di Grillo in vista di un referendum sulla partecipazione dell'Italia alla zona euro – ha proseguito l'uomo politico inglese - sta ottendendo successo. Da tempo, ammiro il suo operato in Italia e gli faccio i migliori auguri. In Europa, la campagna anti-establishment è solo all'inizio». Farage è tra coloro che più di altri ha combattuto la partecipazione della Gran Bretagna all'Unione, ottenendo nel giugno dell'anno scorso il voto popolare a favore dell'uscita del paese dalla Ue. Lo stesso Grillo sul suo blog ha ribadito oggi che l’euro «deve essere sottoposto a un referendum popolare, affinché i cittadini decidano il rimanere o meno dell'Italia all'interno dell'Eurozona».

L'intesa tra i due partiti non deve sorprendere. È vero che Grillo ha tentato di aderire al gruppo liberale, senza successo (si veda Il Sole/24 Ore del 10 gennaio). Ed è vero che nel suo tentativo il leader politico ha preso nettamente le distanze da Farage, ma a nessuno dei due è convenuto che il M5S lasciasse l'EFDD. I 17 deputati grillini sono troppo pochi per formare un gruppo a sé. Tra i non iscritti non avrebbero goduto di sostegno economico e sarebbero stati penalizzati nel diritto alla parola in aula.

Nel contempo, per Farage l'uscita del M5S avrebbe indebolito il suo gruppo, col rischio di non rispettare i criteri del Parlamento europeo. Un gruppo parlamentare a Strasburgo deve infatti avere almeno 25 parlamentari provenienti da sette diversi paesi. Con l'uscita dei grillini, l'EFDD avrebbe assistito a un calo dei membri a 27 parlamentari, appena due in più rispetto ai requisiti. L'opportunità politica ha avuto quindi la meglio nel rapporto tra lo UK Independent Party e il M5S.

In mattinata, esponenti dell'EFDD avevano spiegato che la permanenza del M5S nel gruppo parlamentare euroscettico non sarebbe stato privo di conseguenze. In effetti dalla dichiarazione di Farage si capisce che il gruppo vuole dal movimento grillino una posizione chiara contro la moneta unica. Quanto la condizione sia vincolante agli occhi dei grillini è ancora da capire. Ciò detto, proprio i dubbi sull'europeismo del M5S avevano lunedì indotto i liberali a rifiutare la loro adesione al gruppo ALDE.

La vicenda che si è sviluppata a sorpresa in questo inizio anno giunge a ridosso dell'elezione di un prossimo presidente del Parlamento europeo. Vi è molta incertezza sul risultato della votazione del 17 gennaio, tanto più che molti partiti e in particolare i liberali e i grillini, per via del tentato accordo poi fallito, arrivano al voto divisi e indeboliti. Non è chiaro se e come questa situazione favorirerà i candidati dei due principali partiti, il socialista Gianni Pittella e il popolare Antonio Tajani.

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