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Nucleare, Kim invita Trump al dialogo: incontro entro maggio

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Nucleare, Kim invita Trump al dialogo: incontro entro maggio

NEW YORK - Un presidente americano per la prima volta incontrerà un leader della Corea del Nord: Donald Trump ha accettato ieri notte l'invito a sorpresa di Kim Jong Un e lo storico faccia a faccia potrebbe avvenire già entro la fine di maggio. L'annuncio sulla potenziale, drammatica svolta nella crisi nucleare sulla penisola coreana è stato dato dall'inviato della Corea del Sud, il consigliere per la sicurezza nazionale di Seul Chung Eui-yong, che si era recato alla Casa Bianca in serata per informare Trump dei suoi incontri con il regime di Pyongyang e portare l'invito di Kim.

«Kim ha espresso il desiderio di incontrare il Presidente Trump il più presto possibile», ha detto l'alto funzionario all'uscita dalla Casa Bianca. E ha subito aggiunto che Trump ha accettato quell'invito, indicando un incontro come imminente: il Presidente americano dovrebbe «incontrare Kim entro maggio per raggiungere una completa denuclearizzazione».

I portavoce di Trump hanno poco dopo confermato formalmente sia l'invito che la risposta positiva di Trump, precisando tuttavia che “tempi e luogo” del summit tra i due leader devono ancora essere definiti. E ribadendo che le sanzioni e la strategia di “massima pressione” americana e internazionale su Pyongyang rimarranno in vigore.

Trump si è rapidamente dato ai tweet per dare conto di persona di uno sviluppo potenzialmente davvero senza precedenti: «Kim Jong Un ha parlato di denuclearizzazione con i rappresentanti della Corea del Sud, non solo di un congelamento (del programma atomico, Ndr). Inoltre non ci sarà alcun test missilistico da parte della Corea del Nord durate questo periodo. Grandi progressi sono in corso ma le sanzioni rimarranno finché un accordo non sarà stato raggiunto. Un incontro è in fase di pianificazione».

Gli esperti americani - e anche molti esponenti della stessa amministrazione - sono stati colti del tutto di sorpresa. La decisione di Trump appare a molti una scommessa e ad alcuni un rischioso azzardo, perché coinvolge direttamente un presidente statunitense e non é chiaro quali siano i preparativi politici e gli obiettivi per un summit ravvicinato. Colloqui a livello presidenziale avvengono tradizionalmente solo quale ultimo capitolo di negoziati rivelatisi fruttuosi.

L'amministrazione Trump non ha finora nominato neppure un ambasciatore a Seul. A chi ha paragonato la scelta di Trump a quella di Nixon nel 1972 di recarsi a Pechino, gli scettici hanno risposto che quell’apertura fu a lungo e con cura preparata dalla diplomazia americana, diventando il culmine di una riapertura di relazioni.

Le due Coree hanno tuttavia in programma un summit in aprile quale esito di un rilancio del dialogo seguito al disgelo avvenuto durante le Olimpiadi invernali nella penisola e un simile meeting bilaterale potrebbe preparare il terreno allo straordinario incontro Trump-Kim. Trump, inoltre, ha fatto dell'imprevedibilità il marchio della sua presidenza, una caratteristica la cui efficacia questa volta sarà davvero messa alla prova.

Intanto, comunque, si segnalano le reazioni positive all’annuncio da parte della comunità internazionale, in particolare da parte dei Paesi che storicamente si sono mostrati più vicini al regime di Pyongyang. La Cina ha infatti accolto con favore l’intenzione di Usa e Corea del Nord di avviarsi verso un dialogo diretto. La questione nucleare della penisola coreana «è sul giusto binario della sua soluzione», ha detto il portavoce del ministro degli Esteri cinese Geng Shuang. Anche Mosca giudica il possibile incontro fra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un come «un passo nella giusta direzione» e si augura che il meeting avrà davvero luogo. Secondo il ministro degli Esteri russo Lavrov, l’incontro dovrebbe condurre a una «piena soluzione politica» della situazione nella penisola coreana e a una sua «denuclearizzazione».

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