
New York - Gina Haspel sarà la prima donna nella storia a guidare la Cia. Ma se il momento ha connotati storici, come spesso accade con le decisioni di Donald Trump non mancano neppure le controversie: Haspel, a 61 anni, ha un lungo e decorato passato nei servizi segreti americani per eccellenza, nelle operazioni antiterrorismo e clandestine. E' però anche stata raggiunta dalle polemiche sull'uso della tortura da parte dell'intelligence americana.
Fu, seppur per breve tempo, la responsabile di un carcere segreto della Cia in Tailandia dove almeno due accusati di terrorismo, Abu Zubayadah e Abd al Rahim al-Nashiri, furono sottoposti alle tecniche poi masse al bando di
waterboarding, annegamento simulato, nel corso del 2002. Sarebbe stata sempre lei inoltre a redigere un ordine per la distruzione di registrazioni degli interrogatori “irregolari” finiti sotto inchiesta. Fatti per i quali è stata duramente criticata dall'opposizione democratica in Congresso e da numerose associazioni per i diritti umani e civili.
Haspel era oggi vicedirettore della Cia, sotto Mike Pompeo che ora è stato nominato alla poltrona di Segretario di Stato, ed era stata uno dei primi funzionari nominati da Trump all'inizio del 2017. Fece il suo ingresso nei servizi segreti nel 1985 e nella sua carriera fu a capo di numerose sedi dell'agenzia all'estero. A Washington ha ricoperto a sua volta incarichi di prestigio, tra i quali quello di vicedirettore del National Clandestine Service for Foreign Intelligence and Covert Action. E ha ricevuto apprezzamenti da parte di numerosi esponenti del mondo dell'intelligence, tra i quali l'ex direttore nazionale dell'Intelligence James Clapper.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra questi il George H. W. Bush Award per eccellenza nell'anti-terrorismo, il Donovan Award, la Intelligence Medal of Merit e il Presidential Bank Award, il più prestigioso premio nell'amministrazione pubblica. Adesso Trump si e congratulato con lei per la promozione, affermando di «conoscerla bene». Haspel ha ringraziato per «il privilegio» di poter servire nella nuova posizione.
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