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Da Cipro a Malta e all’Estonia: così la cittadinanza diventa…

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Servizio |identità nazionale senza frontiere

Da Cipro a Malta e all’Estonia: così la cittadinanza diventa virtuale

In un mondo completamente globalizzato, dove finanza e commercio sono ormai (pulsioni protezionistiche a parte) senza frontiere, il prossimo passo è la “cittadinanza virtuale”: un’identità nazionale liquida, grazie a passaporti che si possono comprare in tutto il mondo - con annessi diritti - Unione europea compresa, per giocare a tutto tondo nel “marketplace globale”. È un po’ come se venisse trasferito alle persone il concetto di “zona economica speciale”, chiave del capitalismo globalizzato, ovvero le aree di crescita economica, incentivate in vario modo, che hanno fatto per esempio la fortuna dell’Impero britannico nel XIX secolo e di Dubai nel XX.

Nel mondo digitale e immateriale, la fisicità della cose insomma si diluisce e diventa virtuale: con i data center di colossi statunitensi come Google e Amazon distribuiti in Scandinavia dove l’energia costa poco, o le schiere di Paperoni russi o cinesi che popolano Cipro o Malta dopo aver acquistato splendide ville e, inclusa nel prezzo, la cittadinanza Ue. Un’identità nazionale che a suo tempo Hannah Arendt definì “il diritto di avere diritti” e che oggi è diventata una commodity come tante altre.

I pionieri della nazionalità liquida sono state le isole caraibiche, antichi paradisi fiscali. Ma oggi anche l’Unione europea si è buttata nel business. Basta pensare a Malta oppure fare una passeggiata sul lungomare di Limassol, a Cipro, la “piccola Dubai” con tutti i suoi lussuosi grattacieli in costruzione e con il 20% dei residenti russi, per rendersi conto di come la cittadinanza virtuale sia un qualcosa di incredibilmente tangibile: bastano un paio di milioni di euro e si diventa cittadini Ue.

Del resto l’isola è letteralmente un mosaico multinazionale anche dal punto di vista storico-territoriale: due terzi dell’estensione geografica sono costituiti dalla Repubblica greco-cipriota, indipendente dal 1960 dopo essere stata dominion britannico e dal 2004 parte dell’Unione europea, ma la parte settentrionale è dal 1974 uno Stato occupato dalla Turchia (e riconosciuto solo da Ankara) mentre due piccole aree - Episkopi e Dhekelia - sono territorio sovrano del Regno Unito, che mantiene nell’isola le basi militari della Royal Air Force con i Tornado che a suo tempo bombardarono la Siria.

Oltre che a Malta e Cipro, i passaporti Ue vengono messi sul mercato anche in Bulgaria. I permessi di soggiorno poi vengono “venduti” in mezza Europa, dal Portogallo alla Spagna passando per la Grecia e naturalmente arrivando in quella Gran Bretagna che ne ha fatto un business di rilievo, riservato a chi può staccare assegni da almeno due milioni di sterline.

E sempre all'interno dell’Unione europea, che dire dell'Estonia, lo stato più digitalizzato del mondo, quello che ha affidato il proprio servizio sanitario nazionale alla Blockchain? Dal 2014 la piccola repubblica baltica ha varato il suo inedito servizio di “cittadinanza digitale”, che permette di diventare “parzialmente estoni”: non dà il diritto di vivere nel ristretto territorio dell’Estonia ma di diventare cittadini estoni ai fini normativi e fiscali, aprendo conti correnti bancari e società semplicemente con dei click su una tastiera.

GUARDA IL VIDEO / Il grande business della vendita di passaporti Ue

In poche parole basta un computer e si può acquistare al modico prezzo di un centinaio di euro una nazionalità estone “non territoriale”, non fisica, ma non per questo meno reale ai fini giuridici e fiscali. In questo modo l’Estonia ha conquistato oltre 30mila “cittadini digitali”, che magari fisicamente sono in Russia o in Cina, che magari hanno contemporaneamente acquistato la cittadinanza maltese, cipriota o bulgara (con annesso passaporto Ue) ma che possiedono una società estone.

La ciliegina sulla torta? Nemmeno i dati sui “cittadini digitali” estoni si trovano sul territorio della repubblica baltica: sono infatti archiviati su server fisicamente collocati in Lussemburgo che l’altrettanto piccolo Granducato, non meno flessibile dell’Estonia su certe questioni, ha dichiarato “territorio sovrano estone”. Più cittadini del mondo di così, si muore.

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