
Bmw e Volkswagen scommettono sulla guida autonoma e sui servizi di mobilità per ampliare il business e compensare il calo dei ricavi previsto per la crescita di car sharing e altre forme di condivisione. L’azienda di Monaco è partita con il car sharing Drive Now (che ha debuttato a Milano nei mesi scorsi) cui affiancherà una serie di altri servizi, dal taxi con autista in stile Uber alla condivisione della propria auto alla ricarica elettrica. Wolfsburg ha presentato lunedì il nuovo marchio Moia (il 13esimo del gruppo) per offrire nuovi servizi di mobilità come il carpooling o i taxi a chiamata come quelli di Uber. Entrambi i gruppi lavorano intanto allo sviluppo dell’auto che si guida da sé che dovrebbe diventare, a medio/lungo termine, uno degli assi portanti dei nuovi servizi; ma Bmw avverte: «In questo campo l’Europa arriverà per ultima».
Drive Now «già in attivo in Germania».
Per quanto riguarda il gruppo bavarese il servizio Drive Now è stato lanciato finora in 11 città tra cui Milano, dove ha accumulato oltre 50mila iscritti in un mese; «in Germania il servizio è già in attivo a livello di Ebit» dice Bernhard Blaettel, vice president per i Mobility Services. Reach Now, un’estensione di Drive Now attiva da quest’anno a Seattle, offrirà anche la possibilità di avere auto con autista, formule di pool (per esempio l’auto “di condominio”), la possibilità di mettere a disposizione la propria auto. A questi servizi si aggiungeranno in futuro la tessera Charge Now, che permetterà di ricaricare auto elettriche con diversi provider di energia, e Park Now (lo stesso concetto applicato ai parcheggi).
Guida autonoma, primi test nel 2017.
I servizi di mobilità riceveranno poi ulteriore impulso dall’arrivo di vetture a guida autonoma; Bmw promette che il suo primo veicolo arriverà nel 2021 «e potrà essere utilizzato in fase pilota in aree delimitate»; i primi test partiranno a Monaco l’anno prossimo. A questo scopo Bmw ha acquisito da Nokia - insieme a Vw e Mercedes - il controllo delle mappe elettroniche Here e ha avviato una joint venture con Intel e l’israeliana Mobileye, leader nei sensori video.
«L’Europa arriverà dopo Usa e Asia».
L’azienda avverte però che «la diffusione dei veicoli automatizzati avverrà con tempi diversi a seconda delle aree geografiche. Fra i mercati evoluti l'Europa arriverà dopo gli Stati Uniti e l'Asia». Lo prevede Klaus Froehlich, responsabile della Ricerca e Sviluppo nel board della Bmw. «Negli Usa ci sono meno pedoni - dice per esempio Fröhlich - e il traffico è più disciplinato». In Cina il Governo è in grado di compiere più rapidamente passi più coraggiosi sull’infrastruttura. Più in generale, secondo i tecnici della Bmw «i veicoli autonomi non faranno affidamento sulle infrastrutture locali» ma sulla propria «intelligenza » e capacità di leggere le situazioni. Sarà fondamentale una rete di comunicazioni 5G, di cui dispongono alcuni Paesi asiatici, come la Corea del Sud; l’Europa inoltre «è indietro nella ricerca sull’intelligenza artificiale», altro presupposto tecnologico.
Volkswagen lancia il marchio Moia.
Volkswagen ha rilevato a maggio una quota di minoranza nella start up Gett, investendo 300 milioni di dollari, e questa settimana ha presentato il nuovo marchio Moia, a capo del quale andrà Ole Harms, già responsabile della divisione Nuovi Business e Servizi di Mobilità del gruppo Volkswagen. La nuova azienda avrà sede a Berlino e inizierà l’attività con circa 50 persone. Il suo primo business sarà quello del trasporto a chiamata (ride hailing) via App, ovvero quello di Gett (il cui maggior concorrente è Uber). Il secondo ramo di attività di Moia sarà quello del car pooling. «Anche se in futuro non tutti possiederanno una vettura propria, con Moia vogliamo far sì che tutti possano essere clienti della nostra società in un modo o nell'altro», ha affermato il Ceo di Vw Matthias Mueller.
Entro il 2025 il gruppo Volkswagen intende generare una quota significativa del proprio fatturato da questo nuovo business sviluppando e commercializzando i propri servizi di mobilità sia in maniera indipendente, sia attraverso partnership con città e sistemi di trasporto esistenti.
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