Il Sole 24 Ore
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E Saccomanni non lascerà prima della fine del mandato

R.Boc.


ROMA
L'indicazione del nuovo governatore della Banca d'Italia nella persona di Ignazio Visco ha raccolto il favore di maggioranza, opposizione e delle forze sociali. Una nomina nel segno della continuità e dell'autonomia dell'Istituto centrale e che ricorda la scelta di Antonio Fazio alla massima carica di Via Nazionale nel 1993. Ignazio Visco, come 18 anni fa Fazio, è il numero tre del direttorio di Palazzo Koch. Allora Fazio "scavalcò" il numero due, il direttore generale Lamberto Dini che l'anno dopo fu chiamato proprio dall'allora e attuale premier Silvio Berlusconi al ministero del Tesoro.
Ieri, per effetto di una delicata mediazione politica realizzatasi solo in extremis e dopo quattro mesi estremamente logoranti, al Direttore generale Fabrizio Saccomanni è stato preferito il vice direttore anziano dell'istituto, il numero 3 del direttorio Visco. La designazione è comunque impeccabile dal punto di vista istituzionale e in effetti il Consiglio superiore di Bankitalia ha immediatamente definito "positiva" la soluzione Visco. Viene scongiurata l'ipotesi, peraltro piuttosto difficile per chi conosce lo stile della Banca d'Italia, di dimissioni polemiche in massa dei vertici in caso di una nomina giudicata non consona. C'è dispiacere in Banca d'Italia per la mancata nomina di Fabrizio Saccomanni, che con ogni probabilità rimarrà nella carica di direttore generale, ma si è sicuri che con la guida di Visco, la Banca d'Italia si troverà in mani salde e capaci.
Con ogni probabilità Fabrizio Saccomanni che come Visco è un "civil servant" abituato a fare sino in fondo il suo dovere rimarrà, come detto, al suo posto assicurando al neo governatore quell'apporto essenziale che Saccomanni ha sinora garantito a Mario Draghi: la capacità di guida della complicata macchina organizzativa della Banca centrale, che ha tra i suoi compiti più delicati quello della vigilanza bancaria. Ed è noto che, dietro al nome di Saccomanni, ha fatto quadrato tutto l'istituto in questi mesi. Il mandato di Saccomanni scade nell'ottobre del 2012: dunque il ponte di comando di Bankitalia è ben solido, ora.
Resta tuttavia una casella da riempire che è quella lasciata libera dallo stesso Ignazio Visco: c'è infatti da nominare un altro vicedirettore generale. È certamente ancora presto per valutare chi sarà il sostituto di Visco; tuttavia è probabile che dal momento che il nuovo governatore proviene dalla ricerca e dagli studi, questo tipo di talento verrà ora valorizzato. Tra i "papabili" nella schiera dei funzionari generali ci sono Salvatore Rossi, Franco Passacantando e Fabio Panetta.
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