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Questo articolo è stato pubblicato il 09 agosto 2014 alle ore 15:46.
L'ultima modifica è del 09 agosto 2014 alle ore 20:14.

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(Ap)(Ap)

A poche ore dalla decisione dell'Oms di aprire lo stato di emergenza internazionale per l'epidemia in Africa, sale l'allerta nel mondo per Ebola. Un caso sospetto si registra in Canada, dove un paziente di ritorno dalla Nigeria che presentava i sintomi del virus è stato messo in isolamento in un ospedale della periferia di Toronto. Lo hanno indicato le autorità sanitarie della provincia dell'Ontario.

Intanto in Nigeria, il paese dell'africa più popoloso, si registrato due nuovi casi di infezione dal virus Ebola, mentre altre 139 persone sospettate di avere contratto l'infezione sono state poste in quarantena. Lo ha riferito il ministro della Salute, Chukwu Onyebuchi. Nel Paese, dove il presidente Goodluck Jonathan ha dichiarato ieri lo stato di emergenza nazionale, sono finora 9 i casi di persone infettate dal virus, due delle quali sono decedute, mentre altri sei casi sospetti attendono di essere verificati dalle autorità sanitarie. «Siamo a corto di personale, non lo nascondo. È per questo che lanciamo un appello ai volontari», ha dichiarato il commissario alla Sanità dello Stato di Lagos, Jide Idris, che cerca volontari per lottare contro l'epidemia.

E nel tentativo di fermare la diffusione del virus Ebola che sta colpendo in particolare l'Africa Occidentale, la Guinea ha annunciato la chiusura delle frontiere con la Sierra Leone e la Liberia. Lo riporta l'emittente SkyNews.

In Liberia è morta la missionaria infermiera che lavorava con padre Pajares
Proprio nella capitale della Liberia, Monrovia, si ha notizia della morte di una suora di nazionalità congolese, dopo aver contratto il virus all'ospedale dove lavorava come infermiera accanto ai missionari spagnoli dell'ordine dei Frati Ospedalieri di San Giovanni di Dio.

La vittima, suor Chantal Pascaline, collaborava con padre Miguel Pajares, il sacerdote rimpatriato due giorni fa per ricevere le cure necessarie a debellare la malattia, potenzialmente letale, da cui anch'egli è stato aggredito, primo europeo a essere contagiato del quale si sia a conoscenza: ricoverato all'ospedale Carlo III di Madrid, attualmente versa in condizioni stabili e non presenta l'emorragia che è tipica del morbo.

Massima allerta in India e in Brasile
Ed è massima allerta nei porti e aeroporti indiani per prevenire la diffusione del virus Ebola in un Paese che conta 1,25 miliardi di abitanti. Il governo di New Dehli ha attivato anche una linea telefonica d'urgenza per segnalare qualsiasi caso sospetto. Lo rende noto il ministero della Salute. Tutti i passeggeri in provenienza dai Paesi in cui si sono avuti casi di contagio devono compilare un formulario inserendo possibili sintomi e indirizzo. Anche il governo del Brasile ha annunciato di aver rafforzato la sorveglianza in porti, aeroporti e alle frontiere per garantire la sicurezza sanitaria in caso di arrivo di malati.

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