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Questo articolo è stato pubblicato il 19 settembre 2014 alle ore 16:37.
L'ultima modifica è del 19 settembre 2014 alle ore 23:08.

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Nicolas Sarkozy è tornato. Con un colpo di scena che scuoterà la politica francese, l'ex presidente, in un messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook, ha annunciato ufficialmente il suo ritorno in campo e la candidatura alla presidenza dell'Ump, il grande partito francese della destra, in vista delle presidenziali del 2017.

«Basta con l'esasperante spettacolo della politica francese»
L'ex inquilino dell'Eliseo è coinvolto in diversi filoni di inchieste giudiziarie per finanziamenti illeciti al partito da parte dell'ereditiera dell'Oréal, Liliane Bettencourt, ma questo non lo ha dissuaso dalla scelta di tornare in campo. «Che ciascuno sia convinto della forza e della sincerità del mio impegno al servizio della Francia», ha scritto sul social network. «Amo troppo la Francia, sono troppo appassionato dal dibattito pubblico e dall'avvenire dei miei connazionali - ha proseguito - per vederli condannati a scegliere tra l'esasperante spettacolo di oggi e la prospettiva di un isolamento senza via d'uscita».

La sconfitta del maggio 2012
Sarkozy era stato sconfitto nel maggio 2012 da François Hollande, l'attuale presidente, e aveva dichiarato all'indomani del voto che avrebbe abbandonato la vita politica. Cosa che ha fatto fino a oggi. Da tempo tuttavia negli ambienti parigini si parlava di una sua clamorosa discesa in campo, complice l'impopolarità senza precedenti di François Hollande, il caos che regna nell'Ump (il partito di centro-destra cui appartiene) e la prospettiva di un'affermazione di Marine Le Pen, leader della destra populista e anti-euro. Sarkozy afferma di voler trasformare completamente il partito dell'Ump «per creare una vasta unione» che superi «le divergenze tradizionali»: l'elezione del nuovo leader del centro-destra è in programma il 29 novembre. Dopo la sua disfatta
alle elezioni presidenziali del 6 maggio 2012, Sarkozy afferma di aver «potuto esaminare con il necessario distacco lo svolgimento del suo mandato presidenziale e di averne tratte le dovute lezioni».

Il filone giudiziario
Le vicende giudziarie sono però un ostacolo alla sue rielezione. Il 2 luglio scorso è stato posto in stato di fermo per 24 ore (cosa mai accaduta a un ex presidente) in seguito a un'inchiesta dell'Ufficio centrale di lotta alla corruzione.Gli inquirenti sospettano che Sarkozy abbia ottenuto informazioni riservate da parte di alcuni magistrati della Corte di Cassazione sulle inchieste in corso nei suoi confronti in cambio della promessa di un intervento a loro favore. I reati possibili sono quindi quelli di violazione del segreto istruttorio e, più grave, di traffico illecito di influenza, una forma di corruzione che prevede una pena massima di dieci anni di detenzione.

Le reazioni
Sia il portavoce di Hollande, sia diversi esponenti del Front National di Marine Le Pen hanno definito «un non evento» l'annuncio di Sarkozy. Al di là del loro tentativo di sminuirne la portata, in realtà la discesa in campo dell'ex presidente francese segna una svolta politica importante in Francia. Secondo i sondaggi, in un ipotetico ballottaggio Sarkozy sconfiggerebbe nettamente Hollande, crollato ai minimi storici di popolarità per un leader francese. La sua vera avversaria appare dunque Marine Le Pen, senza dimenticare la battaglia che lo attende all'interno del suo partito.

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