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Terrorismo e minacce al Vaticano, Alfano: «A noi non risulta»

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rivisto il sistema di sicurezza della capitale

Terrorismo e minacce al Vaticano, Alfano: «A noi non risulta»

Minacce concrete del terrorismo islamico al Vaticano? «A noi non risulta». A minimizzare l’allarme arrivato dall’intelligence Usa dopo i tragici fatti di Parigi è il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che parlando ai microfoni di Radio24 ha spiegato come l’ipotesi sia stata verificata anche attraverso «il sistema delle nostre relazioni con le altre autorità sicurezza». «Quello che risulta purtroppo evidente è che il Vaticano è stato più volte citato da colui che si è autoproclamato Califfo» dello Stato Islamico.

Presto ddl per oscurare siti inneggianti alla Jihad
«Non dobbiamo creare un eccesso di allarme - ha aggiunto poi Alfano - ma dobbiamo dire con grande chiarezza che non siamo un Paese a rischio zero». Sulla prevenzione e la sicurezza «abbiamo messo i nostri migliori uomini dell'intelligence e dell'antiterrorismo a valutare ogni indizio di possibili rischi». Tra le priorità del Viminale Alfano ha citato in particolare il monitoraggio e le verifiche ai siti che inneggiano alla guerra santa. «Nel disegno di legge che proporrò presto al Consiglio dei ministri proporrò di rafforzare i poteri dell'autorità giudiziaria di spegnere i siti inneggianti all'odio attraverso i quali può avvenire anche il reclutamento di aspiranti jihadisti». Per questo «è stata avviata una collaborazione con i colossi del web per essere agevolati nella costruzione di una contro-retorica in rete da opporre a chi inneggia alla jihad».

Rafforzate a Roma le misure di socurezza
Colosseo, San Pietro, Castel Sant'Angelo, Vaticano, piazza Navona, Sinagoga e tutto il quartiere ebraico. Sarebbero questi alcuni degli obiettivi sensibili nella Capitale su cui è stato predisposto un rafforzamento delle misure di sicurezza dopo l'innalzamento del livello di allerta terrorismo. Secondo quanto si è appreso, a essere sorvegliati da «particolari dispositivi di vigilanza» di carabinieri, polizia e guardia di finanza anche il Pantheon, i Fori Imperiali, piazza Venezia e piazza Farnese.

Gentiloni: nessuno in Europa pensa a sospendere Schengen
Nel pomeriggio, nel corso di una informativa al Senato sugli attentati in Francia, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha confermato la linea italiana sulle contromisure da adottare contro il pericolo degli estremisti già emersa ieri a margine del corteo di Parigi. «Nessun governo europeo parla di sospendere Schengen o ristabilire controlli alle frontiere», ha spiegato in Aula Gentiloni, perchè «sacrificare la libertà di circolazione sarebbe un prezzo inaccettabile da pagare al terrorismo». Meglio puntare su un miglior coordinamento a livello europeo tra le varie agenzie nazionali per la sicurezza, che garantisca informazioni adeguate sui viaggiatori che si muovono tra un Paese e l'altro.

Nessuna minaccia diretta da Isis, il paese reagisca unita
Il ministro degli Esteri ha comunque sottolineato come la battaglia contro lo Stato islamico «sarà lunga», battaglia in cui «l'Italia è direttamente impegnata». Il governo da parte sua «sta facendo ogni sforzo per garantire la sicurezza dell’Italia», in un contesto «che deve preoccupare, non per segnalazioni specifiche, che al momento non ci sono state, ma per la dimensione generale della minaccia del Califfato islamico dell’Isis», che più volte nei suoi messaggi ha fatto riferimento diretto al nostro paese. «Al terrore e alla barbarie - ha poi concluso Gentiloni - occorre reagire senza rinunciare ai nostri principi, e soprattutto in maniera unita».

Digos: per Roma nessun allarme specifico ma massima allerta
Oltre ad Alfano, l’assenza di un «allarme specifico» contro il Vaticano è stata confermata questa mattina del capo della Digos di Roma, Diego Parente, che ha rassicurato comunque sullo stato di massima allerta delle Forze dell’ordine. «Il servizio in Vaticano - ha spiegato il responsabile della Digos romana - era già cospicuo e sostanzioso ed è stato rivisto come tutto il sistema di sicurezza della citta».

Sicurezza rafforzata al Ghetto e davanti a scuole ebraiche
In particolare, sono stati rafforzati i dispositivi di sicurezza al Ghetto e alla scuola ebraica: «I servizi sono stati rimodulati e potenziati davanti a tutti gli obiettivi sensibili» ha spiegato Parente. Tra gli obiettivi sensibili anche le ambasciate, monumenti, luoghi culto e redazioni di giornali e tv. Intanto anche Padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ha sottolineato che c’è attenzione, ma niente allarmismi in Vaticano

Per molti media il Vaticano è il prossimo obiettivo dell’Isis
Che Roma e il Vaticano fossero negli obiettivi dei terrosisti lo hanno sottolineato i media di tutto il mondo. Il Vaticano è «il prossimo obiettivo dell'Isis» e i servizi di intelligence statunitensi hanno già “avvertito” la Santa Sede. Ieri gli 007 italiani avevano confermato che il cuore della cristianità è un «possibile obiettivo» dello Stato islamico, ma al momento «non ci sono segnali concreti» che possano far pensare ad un attacco imminente. La Bild tedesca citava su questo fronte informazioni ottenute dalla National Security Agency (Nsa) americana.

Informative di Mossad e Cia ai servizi italiani
Già ieri il ministro dell’Interno aveva parlato dello stato di massima allerta: «Cellule dormienti? Abbiamo in atto monitoraggio di aree e soggetti a rischio, ma non possiamo dirle cancellate. La nostra allerta è massima». E il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, aveva avvertito: «Ignorare la minaccia di allarmi che può coinvolgere l'Italia sarebbe un errore». Fonti dell'intelligence italiana ieri hanno precisato che ai nostri servizi Mossad e Cia avrebbero inviato nei giorni scorsi informative in cui si analizzano i possibili scenari, senza però indicare elementi concreti di rischio. Secondo la Bild «commando terroristici costituiti da 4 unità sarebbero diretti in Europa, talvolta camuffati come rifugiati», e in alcune intercettazioni «è stato fatto anche il nome di Roma. Piani concreti tuttavia non sono noti».

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