
Patatine fritte “light” o «artigianali» o addirittura «fatte a mano», olio d’oliva o selenio in quantità misere sbandierati come ingredienti essenziali, non meglio specificati bollini di «nutrizionalità». Costa caro attribuire alle patatine in busta caratteristiche produttive, nutrizionali o salutistiche che non hanno. L’Antitrust ha sanzionato con oltre un milione di euro per pubblicità ingannevole quattro “big” del settore: San Carlo, Amica Chips, Pata e Ica Foods, multati rispettivamente con 350mila, 300mila, 250mila e 150mila euro.
L’ambiguità del «ridotto contenuto di grassi»
L’Autorità garante della concorrenza, presieduta da Giovanni Petruzzella, si è mossa a partire da diverse denunce di privati e dell’Unione nazionale consumatori. Tutte le aziende multate dichiaravano un ridotto contenuto di grassi. Ma, in violazione degli obblighi comunitari in materia, la quota di riduzione vantata risultava inferiore a quella consentita oppure priva o non adeguatamente accostata, nello stesso spazio visivo e con la medesima evidenza grafica, al termine di raffronto utilizzato come versione base dello stesso prodotto.
Artigianali per finta
Tre produttori hanno pubblicizzato «vanti di artigianalità» che proprio non corrispondevano alle caratteristiche reali dei prodotti: “Eldorada patate cotte a mano” e “Alfredo’s” di Amica Chips; la linea “La patatina artigianale” e le “Da Vinci chips” di Pata; e “Le contadine - fatte a mano” di Ica Foods. Tre aziende hanno dato grande enfasi grafica alla presenza di olio d’oliva nelle confezioni (la linea “Autentica trattoria all’olio di oliva” di San Carlo; “Eldorada la tradizionale con olio d'oliva” di Amica Chips; “Da Vinci chips: con olio extra vergine d’oliva”). Peccato che non fosse stata messa altrettanta enfasi nell’evidenziare l’effettiva, risibile, percentuale impiegata: il quantitativo di olio d’oliva era indicato soltanto sul retro delle buste e risultava molto più basso di quello di altri oli vegetali.
Le varianti poco varianti
Non è tutto. Due aziende «hanno presentato in maniera ambigua e omissiva - scrive l’Antritrust - le caratteristiche reali e distintive di alcuni prodotti (“Rustica - le ricette di Cracco” di San Carlo e le diverse varianti di “La patatina” di Amica Chips), ingenerando nei consumatori la convinzione sbagliata che queste confezioni fossero nettamente diverse dal prodotto base o dalla variante aromatizzata. Ica Foods, infine, ha accreditato al prodotto “Crik Crok & Blue” - che usa come materia prima la patata “Vitelotte”, un tubero blu-violaceo - effetti antiossidanti e antinfiammatori (relativi ad alcuni pigmenti presenti naturalmente nel tubero) che però «sono risultate ancora controverse nella comunità scientifica e comunque non autorizzate dalla Commissione europea». Ce n’è quanto basta, secondo l’Antitrust, per pregiudicare una scelta consapevole da parte dei consumatori.
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