
Governo battuto in Aula al Senato dove sono in corso le votazioni sul ddl in materia di delitti contro l'ambiente, già approvato in prima lettura dalla Camera. Nel pomeriggio, passano infatti (114 sì, 103 no e 9 astenuti) due emendamenti identici di Forza Italia e Gal, relativi alle tecniche autorizzate per l'ispezione dei fondali marini finalizzate alla ricerca di idrocarburi. Le modifiche introducono un nuovo reato vietando l'utilizzo dell'air-gun o altre tecniche esplosive per l'attività di ricerca di idrocarburi e di ispezione. Il governo, rappresentato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, aveva proposto di trasformare le rchieste di modifiche in ordini del giorno con parere favorevole.
Orlando: più opportuno altro ddl, ma nessun dramma
Il parere contrario del governo, ha sottolineato Orlando commentando il voto dell’Aula sull’emendamento FI-Gal «non era una questione politica». «Noi volevamo inserirla da un'altra parte. Ero intervenuto per dire che era una questione che andava affrontata dentro a una disciplina di materia legata all'attuazione della direttiva, sarebbe stato più opportuno. Bisogna legare le autorizzazioni alle sanzioni per la violazione delle autorizzazioni. Il Senato ha votato in un'altra direzione ma non è un fatto particolarmente drammatico».
Per molti emendamenti via libera con voto bipartisan
Molti gli emendamenti, anche con voto bipartisan, approvati nel corso della seduta. Tra questi, la proposta di modifica dei relatori Pasquale Sollo (Pd) e Gabriele Albertini (Ap) che esclude la confisca a persone estranee al reato ambientale: «La confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato sarà sempre ordinata salvo che appartengano a persona estranea al reato». Via libera, sempre con voto trasversale, anche un emendamento del Pd, prima firma Felice Casson, che introduce nel ddl sugli ecoreati l'aggravante ambientale con un aumento delle pene. «Quando un fatto già previsto come reato è commesso allo scopo di eseguire uno o più tra i delitti previsti dal decreto legislativo n. 152 del 2006 o da altra legge posta a tutela dell'ambiente la pena - si legge nell’emendamento - nel primo caso è aumentata da un terzo alla metà, e nel secondo caso è aumentata di un terzo». In ogni caso il reato è procedibile d'ufficio.
Omessa bonifica nuova fattispecie di reato
Su proposta del grillino Paolo Nugnes, l’Aula ha poi approvato un emendamento che introduce nel Codice penale la nuova fattispecie di reato dell'omessa bonifica. L'emendamento prevede che «chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito, con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro».
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