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Emergenza immigrazione, le cifre e le ragioni del flop

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l’analisi

Emergenza immigrazione, le cifre e le ragioni del flop

Non è bastato tutto il 2014, con la cifra record di oltre 170mila sbarchi sulle coste italiane. A livello internazionale, europeo, nazionale e locale, la questione immigrazione è stata vissuta con fastidio, intolleranza, ignavia e indifferenza. Con qualche sporadica iniziativa, tanto per salvare la faccia. Bruxelles ha garantito l'evoluzione dell'impegno navale nel canale di Sicilia dalla missione Mare Nostrum – tutta italiana, costo mensile 9,5 milioni e finale complessivo di 114 milioni – a Triton: dispositivo europeo, non più missione umanitaria ma di vigilanza in mare, costi ridotti di un terzo. La porta verso la tragedia si è spalancata.

C'era bisogno dei 950 presunti morti di domenica scorsa per comprendere il clamoroso errore? Figuriamoci: dall'inizio del 2015 sono già sbarcati 25mila migranti, disperati che non si fermano davanti a nulla, a costo di morire. In Italia, mentre gli uffici impegnati – Viminale, Guardia Costiera e Finanza, Marina Militare – si affaticano insieme alle organizzazioni umanitarie ogni giorno a garantire approdi e prima accoglienza, il ritornello della politica è lo stesso di 15 anni fa, quando fu varata l'inutile e incostituzionale Bossi-Fini. Oggi la politica è senza soluzioni, strategie operative, azioni e assunzioni di responsabilità: chiacchiere, solo chiacchiere.

A Bruxelles, del resto, non siamo da meno, l'ignavia regna sovrana. E anche questo è un andazzo che dura da anni. I dibattiti stantii sulla revisione del trattato di Dublino hanno coperto il dato vero: l'assenza di iniziativa, di coraggio, di programmazione nonostante le tragedie in mare sempre più disumane. Non sono bastati i 366 morti al largo di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e le altre migliaia di scomparsi nelle acque del Mediterraneo. In un balletto di cifre che pare non impressioni più nessuno.

Dall'anno scorso, poi, c'è un pretesto in più per rimanere alla finestra: la moltiplicazione del conflitto in Libia e ai suoi confini, le scorribande dell'Isis, una missione Onu con l'ambasciatore Bernardino Leon che va avanti a passi stentati, a dir poco. Anche qui il dibattito, oltre qualche ambiguo rimorso sulla decisione di abbattere il regime di Gheddafi, non è andato molto oltre. L'ipocrisia internazionale, in un gioco di specchi, ha lasciato in un esodo biblico verso le coste italiane i flussi migratori liberi di continuare: si sono, per forza, ingrossati sempre di più, sono in ballo di centinaia di migliaia di persone. Il dirigente della Polizia di Stato che lo disse oltre un anno fa a Bruxelles allora fu smentito e deriso.

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