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Mafia Capitale, nuovi arresti. C’e anche Luca…

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le indagini di roma

Mafia Capitale, nuovi arresti. C’e anche Luca Gramazio

C’è anche Luca Gramazio tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare che i carabinieri del Ros stanno eseguendo da questa mattina nell'ambito del secondo filone di indagine denominato Mafia Capitale. Figlio del senatore di An Domenico, Luca Gramazio si era dimesso lo scorso dicembre da capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale del Lazio quando risulto' indagato a piede libero.

Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia della Capitale, hanno, tra l'altro, consentito di documentare la partecipazione di Gramazio «all'associazione mafiosa, in qualita' di esponente della parte politica che interagiva, secondo uno schema tripartito, con la componente imprenditoriale e quella propriamente criminale».

Secondo il Ros, Gramazio «dapprima nella carica di capogruppo Pdl al consiglio di Roma Capitale ed in seguito quale capogruppo Pdl (poi Fi) presso il consiglio regionale del Lazio, sfruttando la propria appartenenza ai suddetti organi amministrativi e la conseguente capacità di influenza nell'ambiente istituzionale, poneva in essere condotte strumentali al conseguimento degli scopi del sodalizio».

Le indagini dei carabinieri del Ros sul «Mondo di Mezzo» hanno «permesso di documentare come Luca Odevaine (nella veste di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, ndr) fosse in grado di garantire consistenti benefici economici ad un “cartello d'imprese” interessate alla gestione dei centri di accoglienza, determinando l'esclusione di imprese concorrenti dall'aggiudicazione dei relativi appalti».

Secondo gli investigatori, «gli ulteriori approfondimenti in direzione di Odevaine, i cui contatti con Salvatore Buzzi (già presidente della cooperativa “29 giugno”, ndr) erano emersi in relazione al coinvolgimento delle relative imprese nella gestione dell'emergenza immigrati, hanno confermato l'articolato meccanismo corruttivo facente capo allo stesso Odevaine che, per il ruolo svolto, e' risultato in grado di ritagliarsi aree di influenza crescenti nello specifico settore».

Quanto allo stesso Buzzi, le indagini hanno poi ulteriormente confermato «la centralità della sua figura, riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate».

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