Un bambino che attraversa il deserto e il profondo Mar Mediterraneo per arrivare in Europa difficilmente riesce ad entrare nel nostro immaginario, quando in questi giorni parliamo di sbarchi, emergenza profughi e immigrati. Invece, i minori non accompagnati o i bambini con i propri genitori arrivano eccome sulle nostre coste. Questo esercito di piccoli inermi, secondo gli ultimi dati aggiornati di Save di Children, è quest’anno di almeno 5.914 unità (3.779 non accompagnati), arrivati principalmente da Siria, Eritrea e Somalia. Sono davvero molti, e si trovano ad affrontare non solo un viaggio più grande di loro ma anche un'accoglienza molto spesso non preparata e attrezzata per loro.
Milano (Save): attività per ricreare senso di normalità
«I minori migranti, che quotidianamente incontriamo e aiutiamo sin dal momento del loro arrivo, ci raccontano di viaggi sempre più duri e drammatici, che spesso includono l'attraversamento del deserto o di zone in guerra, prima del rischiosissimo tragitto via mare. Durante questi viaggi fronteggiano situazioni terribili: disidratazione, malnutrizione, rapimenti, detenzione, torture, schiavitù, traffico, abusi sessuali, e molti bambini sono traumatizzati quando arrivano da noi. Per questo abbiamo deciso di avviare delle attività educative e ludico-ricreative con gli “spazi a misura di bambino”, che potranno aiutarli a riacquistare un senso di normalità ed esprimere le loro emozioni», spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.
Spazi su misura per superare il trauma del viaggio
È in questo senso dunque che va inserita l'iniziativa di Save the Children, che cerca di alleviare il trauma del viaggio che sappiamo non finisce all'arrivo. Creazione dunque di spazi per bambini e adolescenti, come quello aperto in questi giorni nel campo allestito della Croce Rossa, alla Stazione Tiburtina e a Milano con educatori che operano all'interno dello stesso spazio.
In campo anche Cfs mobili per rispondere all’emergenza
Mentre in Sicilia sempre Save the Children ha da poco avviato i cosiddetti Child friendly space mobili (Cfs), spazi che possono essere allestiti in modo flessibile e veloce, sulla base della situazione contingente nelle aree di sbarco, grazie all'utilizzo di veicoli attrezzati, con a bordo un team di operatori e tutti i materiali necessari alle attività: «Spazi mobili a misura di bambino e adolescente» sono operativi di volta in volta nelle principali aree di sbarco della Sicilia e in alcune strutture all'occasione utilizzate per la primissima accoglienza nella Sicilia orientale e occidentale, dove i minori migranti vengono trasferiti poco dopo lo sbarco. Insomma, si cerca di attrezzarsi per questa che oggi è un emergenza, ma che sicuramente non si fermerà da un giorno all'altro, per come è la situazione attuale dei paesi di provenienza. E ai piccoli, almeno nell'accoglienza, recuperiamo la loro innocenza.
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