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Gli islamici in Italia: terroristi un cancro

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Gli islamici in Italia: terroristi un cancro

ROMA

Tra Roma, Genova e Milano, la comunità islamica scende in piazza e dice no all’Is, al terrorismo, alla radicalizzazione. Un coro di voci, di gruppi, di associazioni, tutti uniti dallo slogan «Not in my name». Nella capitale, a piazza Santi Apostoli, il raduno inizia con un minuto di silenzio per ricordare le vittime di Parigi. A Milano, in piazza San Babila, centinaia di manifestanti, circa 80 associazioni presenti. «Nessuna guerra è santa. Non dobbiamo avere paura. Restiamo uniti per sconfiggere insieme il cancro del terrorismo» sono le frasi che echeggiano. A Roma, sul palco, tanti rappresentanti della comunità islamica, dall’Imam Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis) al segretario del Centro islamico della Grande Moschea della capitale,Abdellah Redouane. Ma ci sono anche politici italiani e rappresentanti delle istituzioni, come i presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Pierferdinando Casini, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, Stefano Fassina, Nicola Zingaretti, Luigi Manconi, il parlamentare Pd di origine marocchina, Khalid Chaouki, che aveva lanciato un appello raccolto con questa manifestazione, la leader della Cgil Susanna Camusso.

«Oggi, da questa piazza, parte un messaggio chiaro e netto: il terrorismo non può continuare a colpire ovunque in nome di Allah. Da Roma vogliamo esprimere il senso di lutto che abbraccia tutto il mondo dopo le stragi di Parigi e del Mali» ha affermato il segretario generale del Centro islamico italiano, Abdellah Redouane, intervenuto dal palco della manifestazione di Roma tra imponenti misure di sicurezza.

«Gli assassini vogliono piegarci, facendoci rinunciare ai valori di solidarietà e al nostro umanesimo. Noi non ci piegheremo» è il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato alla manifestazione. «La risposta al terrore sta nella libertà garantita dalla sicurezza della vita dei nostri concittadini, nella pace, nel diritto, nella collaborazione» ha scritto Mattarella mettendo in guardia anche da un altro pericolo: «La prospettiva della guerra di religione o di civiltà» che «non ci appartiene e anzi va respinta con forza dall’Europa». «Il terrorista, se non ti uccide, prova a farti vivere nel terrore come piace a lui» ricorda il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al “Digital Day” organizzato nella reggia della Venaria, a Torino. «Noi non dobbiamo sottovalutare niente, ma contemporaneamente dobbiamo mantenerci social, mantenerci umani». Poi aggiunge: «A quelli che dicono “blocchiamo le frontiere” rispondo: ma dove le blocchi? Blocchi perché sta arrivando qualcuno su un barcone o blocchi le frontiere delle nostre periferie da cui partono gli attacchi killer?».

La presidente della Camera, Laura Boldrini, nel ricevere gli organizzatori della manifestazione della comunità islamica, ha sottolineato «questa presa di posizione chiara e forte» delle comunità islamiche, che «aiuta la convivenza civile nel nostro Paese» e «stabilisce un principio: il terrorismo non può avere religione». Il numero uno del Senato, Piero Grasso, ha invece messo in guardia dal rischio di facili e pericolose generalizzazioni: «Non bisogna vedere nei disperati che fuggono dai territori» e «non dobbiamo criminalizzare quelli che sono essi stessi vittime dell’Isis».

In piazza, a Roma, Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii, ha voluto ringraziare i manifestanti «per condividere insieme - ha detto - il no al terrore e il sì alla pace. Ci sentiamo - ha aggiunto - parte integrante della comunità italiana e, oggi più che mai, uniti per vincere questo cancro dell’umanità. Ma lottando insieme, se no avranno vinto loro». L’imam Yaia Pallavicini, vicepresidente del Coreii (Comunità religiose islamiche italiane), ha spiegato: «Siamo qui per segnalare in modo chiaro e inequivocabile la nostra preoccupazione, accanto al popolo italiano, per ciò che sta avvenendo e ribadire che tutto ciò che sta avvenendo non ha senso. La comunità islamica italiana è inorridita e preoccupata».

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