
1/3 Il prezzo del petrolio, e quello della benzina…
I valori che si leggono ogni giorno sugli schermi dei trader fanno in realtà riferimento al prezzo della materia prima, che deve essere raffinata prima di diventare carburante. Esistono quindi costi industriali che sono comprimibili fino a un certo punto, e che verosimilmente non sono diminuiti in questi ultimi mesi. Ma non basta: a questi vanno aggiunti costi per la ricerca, l'operatività, l'estrazione, la distribuzione (alla rete va circa il 7% del prezzo finale) e anche le tasse e i margini di profitto che le compagnie vogliono mantenere. “Al contrario di quanto molti pensano - sottolinea Stefano Giudici, Digital Marketing Manager di MoneyFarm.com - questi ultimi non influiscono troppo sui costi data la forte competizione sul prezzo. Essi servono però a coprire i costi di gestione e di marketing, perché sebbene il petrolio sia un bene praticamente di prima necessità, al momento la produzione supera la domanda e quindi le case petrolifere devono combattere per accaparrarsi fette di mercato”. In ogni caso si tratta di voci di costo che costituiscono una sorta di “zoccolo duro” che impedisce ai prezzi alla pompa di adeguarsi in pieno a quelli del barile.
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